BOLOGNA – A Bologna torna il Festival Francescano: appuntamento da giovedì 23 a domenica 27 settembre in piazza Maggiore per quattro giornate di incontri, spettacoli, dialoghi, laboratori e momenti di spiritualità. Nell’anno dell’ottavo centenario della morte di San Francesco, è “Sorella morte” l’argomento centrale scelto per la 18esima edizione della manifestazione. “Un tema abbastanza intrigante“, sottolinea in conferenza stampa il presidente del Festival, fra Giampaolo Cavalli, aggiungendo che nel programma “ci sono tanta teologia e tanta scuola, ma soprattutto tavoli di incontro e di confronto”.
SUOR CHIARUZZI: “LA MORTE CAMMINA CON NOI SEMPRE”
Il tema della morte, dunque, sarà declinato in modo da “aiutarci a comprendere che essa fa parte della vita“, continua Cavalli, “fa parte del percorso dell’esistenza e mi piace di più pensare che ne sia il compimento, non un incidente di percorso”: e se è così, questo “aiuta a dare un senso a tutto ciò che ogni giorni cerchiamo di fare”. Parla di argomento “molto sfidante” suor Lorella Chiaruzzi, presidente del Movimento francescano dell’Emilia-Romagna, che organizza il Festival in collaborazione con il Comitato nazionale per la celebrazione dell’ottavo centenario della morte di San Francesco D’Assisi, la Regione Emilia-Romagna e il Comune di Bologna. “Mentre cerchiamo di cancellarla dal nostro immaginario collettivo, in realtà la morte ci accompagna regolarmente e assistiamo a una costante produzione globale e industriale di morte artificiale- continua Chiaruzzi- attraverso guerre, ingiustizie, povertà estreme. Quindi davvero in realtà cammina con noi sempre. Nascondere però la nostra fragilità in qualche modo ci rende insensibili. Quando non riconosciamo più il nostro limite, smettiamo di vedere la vulnerabilità dell’altro e perdiamo l’empatia, che è la base del rispetto reciproco”.
Ma il Festival “non sarà un lamento funebre”, aggiunge Chiaruzzi, bensì “un grande inno alla vita e un invito a non sprecarla e renderla un’opera d’arte condivisa”. Per la città il Festival “in questi anni è stato un punto di riferimento- dichiara il sindaco Matteo Lepore- ed è bello che Bologna ospiti questi valori e queste idee sulla necessità di costruire una società migliore. Credo sia molto importante, in un mondo che invece ci invita a odiarci e a dividerci”.
CHI CI SARÀ: PIZZABALLA, ALLEVI, ZUPPI, DON CIOTTI E TAFFO
Passando alle iniziative, in programma un confronto tra francescani impegnati in luoghi di conflitto: Cesar Essayan (vicario apostolico di Beirut), Paolo Martinelli (vicario apostolico dell’Arabia meridionale) e il neo cittadino bolognese Pierbattista Pizzaballa (patriarca latino di Gerusalemme), che sarà protagonista anche di un dialogo con l’artista Michelangelo Pistoletto e il filosofo Francesco Monico. Un altro faccia a faccia coinvolgerà il maestro Giovanni Allevi e Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Cei. Tra gli ospiti anche Christian Greco (direttore del Museo egizio di Torino), don Luigi Ciotti (fondatore di Libera), Vito Mancuso (teologo), Guidalberto Bormolini (tanatologo), Javier Cercas (scrittore), Vincenzo Paglia (presidente della Pontificia accademia per la vita) e Riccardo Pirrone (pubblicitario, social media strategist del marchio Taffo). Riguardo agli aspetti più prettamente spirituali, durante la messa prevista domenica sarà possibile ottenere l’indulgenza plenaria concessa per l’Anno di San Francesco, mentre per tutta la durata del Festival sarà esposta in San Petronio un’importante reliquia francescana. Ma ci sarà spazio anche per la danza messicana con lo spettacolo “Dia de los muertos”. Sostenitori principali dell’evento sono Rekeep, Romagnoli F.lli, Dinova e Bper.




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