venerdì 9 Ottobre 2026

“Eroe, fake, attore”: sui social meme e parodie della True crime community sul 13enne che ha accoltellato la prof

La comunità on line che raccoglie gli appassionati di stragi ed omicidi di massa deride il ragazzino 'innocuo' dopo l'aggressione a scuola

ROMA – C’è chi lo etichetta come “un nuovo attore”, chi lo sfotte perché “ha il telefono più grande della mano”, chi lo definisce un “twink innocuo” o ironicamente un “eroe”, chi domanda “è quello della live?” e persino chi tenta il tutto per tutto e chiede di poter avere il video. Sullo sfondo la foto (senza filtri) del ragazzino che venerdì scorso ha accoltellato la professoressa di italiano in una scuola della Capitale.
È probabilmente quella postata dal 13enne stesso, nella sua cameretta, con il casco in testa, per annunciare 5 ore prima, l’inizio del conto alla rovescia della sua ‘impresa’. Poi il commento: “Stufa mancano 5 ore, nuovo attore”: Stufa è il nick utilizzato dal 13enne nel suo account Tiktok , ora chiuso. A corredo del meme, una colonna sonora che suona proprio da presa in giro: la canzone “Hero” di Miss Papaya, cantante dance danese anni ’90, con tanto di testo sullo schermo che recita “Nel mezzo della notte il mio eroe verrà a salvarmi/è così bello, sarà mio”.

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È solo uno delle decine di ‘meme’ e post pubblicati su TikTok sotto l’etichetta di “True Crime Community” che fanno riferimento a quanto accaduto venerdì scorso, 18 settembre, all’istituto Giovanni Verga di Roma. Ovvero l’aggressione della prof. Isabella Marsilio da parte di uno studente di 13 anni che ha filmato tutta la scena per poterla trasmettere in una videochiamata fatta attraverso Telegram. Un’altro di questi post riprende proprio la registrazione live dell’azione del 13enne, accompagnata dalla canzone dance anni ’90 “Bailando Bailando”. A sovrastare le immagini, il logo della Nike, “Just do it”. La clip viene presentata con la frase “Il mio amico va a fare dei regali”. O ancora, un altro ‘meme’ mette a confronto i casi del 13enne italiano e quello di Timofey Kulyamov, 15enne con legami con la supremazia bianca che nel 2025 ha compiuto un accoltellamento di massa in una scuola di un sobborgo di Mosca, uccidendo un ragazzino di 10 anni. Si mostrano le foto dei due ragazzini, del kit di armi e abbigliamento scelti per le rispettive azioni, si confrontano gli screenshoot che colgono le vittime dei due episodi e la spiegazione delle motivazioni delle aggressioni: “un ragazzino di fede musulmana” contro “una insegnante che ha dato brutti voti”. Il tutto per mettere a contrasto i due casi e nel ridicolo il 13enne romano.

IL RAGAZZINO RICOVERATO IN NEUROPSICHIATRIA, LE INDAGINI A CACCIA DEGLI ISTIGATORI

La docente, ferita in modo lieve, è stata dimessa il giorno stesso e tornerà al lavoro a conclusione dei 15 giorni di prognosi. Mentre il ragazzino, non imputabile per l’età inferiore a 14 anni, è ricoverato da giorni nel reparto di neuropsichiatria infantile dell’Umberto I. Nel frattempo il video dell’aggressione sarebbe stato visionato live da una ventina di persone e, in particolare, gli inquirenti cercano di salire a 4-5 soggetti, ipotizzando che il ragazzino possa essere stato istigato alla violenza. Sotto la lente ci sarebbe un gruppo internazionale di suprematisti che agisce on line, intercettando ragazzini sempre più giovani di età, con l’obiettivo di spingerli a compiere azioni violente e stragi. Sull’accaduto una prima informativa dei carabinieri è stata inviata anche alla Procura ordinaria di Roma.

GLI AUTORI DEI MEME, CHI SONO

La piattaforma utilizzata per manipolare il ragazzino potrebbe essere proprio la rete social della Tcc, acronimo per True Crime Community che riunisce utenti sempre più giovani appassionati di stragi e azioni sanguinose. E proprio in questa community, l’indomani dell’accoltellamento alla scuola di Centocelle, sono spuntati post che riprendono estratti del video trasmesso dal 13enne o precedenti all’azione, con lo scopo di creare dei meme e deriderlo. Le etichette che accomunano questi post sono la data del 18 settembre, giorno dell’accoltellamento, e poi #newactor #fake e #truecrimecommunity.
Ma chi sono gli autori di questi meme? Ci sono nomi decisamente anonimi: con “user” seguiti da una serie di numeri, o account di origine russa. Tutti condividono nei propri profili contenuti inquietanti, anche video con giovanissimi armati e dal viso parzialmente coperto che si riprendono davanti a scuole o al loro interno.

(photo credit: user di Tiktok)

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