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Lello Analfino: “Ho messo un punto all’esperienza con i Tinturia e canto la straordinarietà della diversità”

Il cantautore, che ha collaborato più volte con Ficarra e Picone, lancia il suo disco da solista, "Punto e a capo"

Pubblicato:21-09-2022 17:45
Ultimo aggiornamento:21-09-2022 17:45

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ROMA – È stato la voce del gruppo siciliano Tinturia, è diventato colonna sonora di molti progetti di Ficarra e Picone, ha fatto scatenare i fan sotto palco e li ha fatti riflettere con i suoi testi. Oggi Lello Analfino si ferma e ricomincia e lo fa da solista con un progetto dal titolo che non lascia dubbi: è su tutte le piattaforme “Punto e a capo”, il manifesto in musica che dà forma alla nuova fase della sua carriera.

Il primo cambiamento è l’addio ai Tinturia: “È stata una bella esperienza- spiega alla Dire- ma adesso l’ho accantonata e sto iniziando questo percorso da solista con tutte le cose che ne verranno”. Con il gruppo alle spalle, Analfino si butta in nuove sonorità e ci regala un tuffo negli Anni 80, con tutta la voglia di ballare e spensieratezza di quegli anni. “Voglio essere banale, degli Anni 80 mi mancano i vestiti, le cinture, il chiodo da metallaro”, scherza l’artista siciliano che, tornando serio, aggiunge: “Anche quella voglia di scoprire il mondo, quel mondo che non era veloce come adesso”.

Dieci le tracce nel disco, anticipate da “Tutto sembra normale”. Inno di questo progetto che ha anche una dimensione più intimista che Lello vuole ritrovare: “Sembra che questa sia stata accantonata a vantaggio del fatto che tutti sembrano volersi esporre attraverso i social, attraverso questo metodo spudorato di dover dire cosa si fa, quando lo si fa. Questo spinge, soprattutto noi artisti, a ricercare questa intimità. Io l’ho fatto attraverso gli arrangiamenti”.


UN’ALTRA IMMAGINE DELLA SICILIA

La vera sfida è riuscire a dire anche cose scomode: “Ho sempre messo da parte il siciliano con la coppola e il baffetto- spiega Analfino- cercando di tirare fuori un siciliano che è consapevole della bellezza del luogo dove vive”. Bellezza che è anche accoglienza: “La politica non può più pretendere nulla da nessuno. La gente ha capito che la politica ha fallitto. Abbiamo bisogno di persone serie, non più di bandiere o di persone che ostentino ideali ma che prendano a cuore le sorti di questo Paese e della gente che lo vive. Non più solo italiana, siciliana o lombarda. Solo gente”.

“Punto e a capo” è, così, anche un momento di riflessione dedicato alle persone che Lello definisce “extraordinarie”, quelle che “solitamente la società definisce diverse ma che di diverso hanno ben poco”. Nei dieci brani, Lello non può non “raccontare e cantare al mondo che nella diversità c’è qualcosa di straordinario”.

Ciliegina sulla torta di questo viaggio alla riscoperta dell’umanità le collaborazioni con Mario Venuti, Emma Mou e Miele. Analfino porterà live i suoi pezzi: primo appuntamento 22 settembre al Cous Cous Fest. 

L’INTERVISTA

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