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Prodi: “Folle chiedere una perizia psichiatrica per Berlusconi. Ma non gli faccio l’occhiolino”

silvio berlusconi romano prodi
Il Professore precisa: "I nostri sistemi politici rimangono completamente diversi, ma abbassiamo i toni personali"
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ROMA – “Si confonde la battaglia politica con obiettivi della giustizia. Qualcuno dice: ‘Ma Prodi fa l’occhiolino a Berlusconi’. I nostri sistemi politici rimangono completamente diversi. Nessun mutamento nelle scelte fatte ma abbassiamo i toni personali“. Lo ha detto Romano Prodi, in un’intervista a InBlu2000, la radio nazionale Dab della Conferenza episcopale italiana, in merito al suo commento sulla perizia psichiatrica chiesta dal Tribunale di Milano per Silvio Berlusconi, imputato nel processo Ruby.

Prodi aveva definito “ennesima follia italiana” la decisione dei magistrati, a cui Berlusconi si è opposto chiedendo che le udienze, costrette a diversi rinvii a causa delle sue condizioni di salute, procedano senza di lui.

Il Professore ha poi evidenziato che nella politica c’è un “continuo involgarimento del dibattito. Penso alle tensioni inutili sul Green pass. È una politica che si è quasi definitivamente spostata dai contenuti ai personalismi, d’altra parte è l’ovvia conseguenza del crollo di autorità dei partiti”. Prodi è poi tornato sulla vicenda dei 101 franchi tiratori che nel 2013 gli costò l’elezione al Quirinale: “Il voto segreto è fatto apposta per essere segreto… L’unico accenno sono state persone che sono venute a farmi vedere il loro telefonino per dimostrare che avevano votato per me”.

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