Eccellenza del Po in vetrina nella borsa di Confesercenti

La nona edizione si è aperta oggi a Guastalla in provincia di Reggio Emilia
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REGGIO EMILIA – Camminate nella quiete di una natura suggestiva o sulle antiche vie dei pellegrini o del commercio del sale, sport all’aria aperta e visite a castelli. Ma soprattutto il cibo di una cultura gastronomica antica di secoli, depositaria di sapori autentici da riscoprire. Li offre tutti il fiume Po ai turisti che oggi- soprattutto quelli stranieri- cercano soggiorni “esperenziali” e non passivi e vanno a caccia dell’anima vera dei luoghi e delle comunità.

E’ questo il patrimonio del grande fiume che la Confesercenti dell’Emilia-Romagna torna a promuovere nella nona edizione della “Borsa del turismo fluviale” che si è aperta oggi a Guastalla in provincia di Reggio Emilia e porterà fino al 24 settembre 28 operatori turistici internazionali a visitare i comuni rivieraschi e le città d’arte emiliane, per suggerire itinerari e pacchetti vacanza che gli stranieri potranno promuovere nei rispettivi Paesi di provenienza (17).

La “borsa” si conferma dunque un appuntamento strategico in funzione del turismo come volano economico, un evento che in questi anni è andato sempre in crescendo con ricadute di visitatori positive e certificate per i territori locali. Lo conferma Stefano Bollettinari, direttore di Confesercenti Emilia-Romagna, spiegando: “In questi anni abbiamo portato qui a Guastalla e più in generale in Emilia-Romagna circa 1.100 operatori italiani dell’offerta e 160 buyer della domanda turistica internazionale, abbiamo fatto una trentina di eductour in tutte le località più suggestive della linea del Po emiliano-romagnola. Direi quindi che è un risultato importante, la manifestazione si sta consolidando sempre più e sta crescendo”.

Stefano Bollettinari

I “nostri obiettivi- aggiunge Bollettinari- rimangono sempre gli stessi: da un lato dobbiamo migliorare sempre di più, anche attraverso queste manifestazioni, la promocommercializzazione di questo prodotto turistico sia in Italia sia all’estero. Dall’altro lato- e questo è un obiettivo da realizzare tutti insieme- migliorare il prodotto dal punto di vista dell’ambiente, delle infrastrutture, della navigabilità del Po, dell’offerta in termini di ospitalità, turismo attivo, enogastronomia e piste ciclabili“. Insomma, “tutte le eccellenze che abbiamo perché non dimentichiamo che questa manifestazione è nata anche e soprattutto per promuovere, oltre alla possibilità di fare turismo inteso nel senso della navigabilità del Po, anche tutte le eccellenze del territorio. Credo che lavorando su questi due fattori, potremo avere in futuro dei risultati sempre migliori di sviluppo e di business”.

Se dovesse scommettere su una carta, nel mazzo delle attrazioni del Po, Bollettinari non ha dubbi: “Quest’anno è l’anno del cibo italiano e direi che c’è uno sforzo complessivo di tutto il sistema turistico per migliorare non tanto la nostra enogastronomia che ha già dei livelli di eccellenza, ma la diffusione ancora maggiore della cultura enogastronomica nel mondo”. Poi “ovviamente io credo che il turismo sportivo sia una delle potenzialità: il cicloturismo, il bike e sfruttare questa straordinaria opportunità offerta dalle oltre 1.100 piste ciclabili sulle due sponde del Po. Cioè credo che nel futuro bisognerà puntare, oltre che su tutte le altre eccellenze, anche su un turismo attivo perché il turista vuole sempre di più vivere un’esperienza, vuole emozioni, noi dobbiamo essere in grado di fornirle presentandoci al meglio con un’offerta superiore tutti gli anni”.

Positivo infine il giudizio del direttore di Confeserecenti sulla “Destinazione turistica Emilia“, strumento di governance dei flussi turistici che ha da poco compiuto un anno. “E’ uno strumento valido e sta funzionando. A mio avviso è una scommessa che darà dei frutti anche nei prossimi anni, perché il concetto di destinazione, di territorio, e di promuovere il territorio insieme al prodotto è quello vincente ed è quello sempre più gradito dalla domanda. E’ questo il nostro punto di riferimento per la nuova domanda turistica e penso che avremo anche da questo lato delle soddisfazioni”.

Il direttore della “Destinazione” Pierangelo Roversi aggiunge: “Per il 2019 i nostri obiettivi sono l’enogastronomia e la rete dei castelli. In particolare abbiamo sostenuto gli eductour che si sono svolti a Reggio Emilia, Piacenza e Parma che hanno fatto conoscere questi territori”. Quello che deve contraddistinguere, conclude Roversi, “sono i servizi: i nostri luoghi sono belli e curati, quello che possiamo fare di più è offrire servizi di qualità negli spostamenti, negli orari di apertura e in generale nel versante dell’accoglienza dei turisti”.

GRAZIE A BORSA FLUVIALE TURISTI IN AUMENTO SUL PO

La formula del “workshop” internazionale (ormai rodata) e proposta anche quest’anno dalla Confesercenti Emilia-Romagna nella “Borsa del turismo fluviale”, si è rivelata vincente nel promuovere il Po e i suoi territori tra gli operatori internazionali del settore, ed attrarre visitatori. Lo certificano i dati del Centro studi turistici di Firenze, relativi al 2017, illustrati oggi in apertura della nona edizione della manifestazione, a cui partecipano 28 tour operator stranieri (da Austria, Belgio, Francia, Germania, Portogallo, Olanda, Irlanda, Regno Unito, Scandinavia, Spagna, Svizzera, Russia, Repubblica Ceca, Ungheria Lituania, Slovenia, Turchia e italiani), a confronto in incontri business to business con circa 150 operatori turistici del Po.

Secondo l’osservatorio di Firenze, in particolare, l’anno scorso nei Comuni affacciati sul grande fiume delle Province di Piacenza, Parma Reggio Emilia e Ferrara, si sono registrati quasi 830.000 arrivi e 3,5 milioni di presenze con una permanenza media di 4,3 notti. Rispetto all’anno precedente, il 2016, gli arrivi crescono del 6,5% e le presenze di oltre il 15%. I turisti che hanno visitato le località rivierasche sono per il 36% stranieri e per il 63% italiani. Sono rilevanti poi anche i numeri relativi alle ricadute turistica della “Borsa” vera e propria. E’ stato infatti calcolato che nelle precedenti 8 edizioni della manifestazione si sono registrati durante i workshop (a cui hanno partecipato 157 buyer esteri e 1092 operatori italiani) oltre 18.7000 contatti commerciali, per un giro di affari complessivo di 7,4 milioni.

 

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