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Centrafrica: vacanze in Crimea per ragazzi poeti, paga la Russia

Un soggiorno vacanze di tre settimane ad Artek, nell'ex campo-scuola dei "pionieri" comunisti in Crimea
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ROMA – Un soggiorno vacanze di tre settimane ad Artek, nell’ex campo-scuola dei “pionieri” comunisti in Crimea, prima che in riva al Mar Nero arrivino i rigori dell’inverno: e’ il premio per i ragazzi centrafricani vincitori di un concorso di poesia e disegno organizzato dall’ambasciata di Russia a Bangui. A confermare la notizia e’ stato Gilbert Selonkoue’, direttore generale del dipartimento dell’Insegnamento primario presso il ministero dell’Istruzione. “I ragazzi hanno eta’ compresa fra i 13 e i 15 anni – ha precisato il responsabile – e resteranno ad Artek fino al 15 ottobre”. 

Il campo-scuola era il fiore all’occhiello della formazione sovietica

Inaugurato nel 1925 a partire da un’idea di Lenin, il campo-scuola era diventato un fiore all’occhiello della formazione sovietica, ospitando le adunate e gli alzabandiera dei “pionieri”, la futura elite del Partito.

Favorire il dialogo tra comunita’ etniche e religiose

Secondo gli organizzatori del concorso, il soggiorno ad Artek mira a “rafforzare i legami culturali” tra Russia e Repubblica Centrafricana. L’iniziativa punterebbe poi a favorire il dialogo tra comunita’ etniche e religiose, coinvolgendo sia cristiani che musulmani. Alcuni dei ragazzi proverrebbero infatti dal PK-5, quartiere di Bangui tra i piu’ colpiti dalle violenze seguite alla caduta del presidente Francois Bozize’ nel 2013 e all’inasprirsi di un conflitto civile non ancora concluso. Il contesto dell’iniziativa e’ il crescente attivismo di Mosca. Nella Repubblica Centrafricana, ricca di petrolio e diamanti, Mosca ha inviato 5.200 fucili kalashnikov, pistole e lanciagranate dopo aver sostenuto la revoca di un embargo sulla vendita di armi imposto dall’Onu. Dispiegati anche istruttori per l’esercito locale, dei quali cinque militari e 170 civili. Sul piano politico la Russia ha poi organizzato una conferenza di pace, che si e’ tenuta in Sudan, parallela rispetto ai negoziati coordinati dall’Unione Africana. Su queste scelte, ma anche su concessioni minerarie che Mosca avrebbe ottenuto in cambio di sostegno politico-militare e sul ruolo della societa’ di contractor Wagner, stavano indagando i giornalisti russi Aleksandr Rastorgujev, Kiril Radcenko e Orkhan Dzhemal. Tutti e tre sono stati uccisi a fine luglio, in un’imboscata 300 chilometri a nord di Bangui, tesa da un commando di uomini armati e mai rivendicata.

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