RIMINI – Prima dell’apertura di quel punto Mc Donald’s “il nostro quartiere era uno dei luoghi più tranquilli e silenziosi della cittadina”, ora “la nostra vita è stravolta”. A Riccione, il quartiere San Lorenzo è sicuramente periferico, lontano dal mare e dalle mete più turistiche e per questo motivo rappresentava un’oasi di silenzio, tranquillità, tanto verde. Poi un anno fa, vicino alla case, è arrivato lui, il nuovo Mc Donald’s di via Flaminia, un’apertura calata dall’alto, “assolutamente non condivisa con il quartiere in modo trasparente- è la denuncia dei residenti- e forse autorizzata con deroghe, concesse dalla attuale amministrazione“.
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NASCE IL COMITATO “NO ODORE DI FRITTO”
E così con il nuovo punto di ristoro del colosso internazionale “è aumentato il traffico, i rumori e gli odori molesti, la sporcizia, la pericolosità”: lo scrivono Piergiorgio Tonti e Alfredo Lupoli, rispettivamente presidente e vice presidente del neonato comitato cittadino “No odore di fritto”. Un nome che può far sorridere ma che rappresenta una presa di coscienza e la voglia di dire ‘no’ alle grandi catene commerciali e ai grandi brand mondiali, alla loro presenza imposta nei centri urbani e, in particolare, nelle zone considerate ancora ‘sostenibili’ per una vita ‘normale’. Una svolta civica insomma che ricorda un po’ la lotta intrapresa da cittadini e ambientalisti a Reggio Emilia per salvare l’area verde di Bosco Ospizio dalle mire della grande distribuzione e dalla creazione di un mega supermercato.
“CI SIAMO RITROVATI CONTRO UN MURO DI GOMMA, ORA È TEMPO DI AGIRE”
“Noi cittadini di Riccione, abitanti principalmente nelle zone intorno al Mc Donald’s di San Lorenzo- scrivono Tonti e Lupoli a nome del consiglio direttivo del comitato – ci siamo più volte rivolti all’attuale amministrazione comunale per vedere risolti i gravi problemi che si sono verificati a Riccione dal momento della apertura del Mc Donald’s. Abbiamo raccolto più di 100 firme, abbiamo più volte chiesto aiuto agli organi preposti”. Il risultato? Incontri negati, problemi rimasti e la constatazione che “lottare contro un muro di gomma è a volte estremamente difficile e, spesso, nel burocratese perdi la speranza di arrivare a qualche risultato e ti ritiri sconfitto”. Così, “di fronte ai vari ‘vediamo’, ‘verificheremo’, ‘valuteremo’ abbiamo deciso di unire le nostre forze e di iniziare a farci sentire davvero in prima persona. Non è più il tempo di subire, ma di agire”, insomma. E allora, “siamo pronti- promettono- a mettere in campo ogni azione, ovviamente nel rispetto della legge, al fine di far sì che le immissioni di odori molesti e di rumori calino e rientrino nell’alveo della normale tollerabilità”.
NON SOLO PUZZA DI FRITTURA E CARNE ARROSTITA
Perché non è solo una questione di “odore di frittura e di carne arrostita che aleggia sulle nostre case”. Ci sono anche “rumori, schiamazzi ed urla vanno avanti nell’adiacente parcheggio e si diffondono in tutta la zona circostante fino a notte inoltrata; motorini e moto di grossa cilindrata alzano all’impazzata i livelli di rumore nelle vie adiacenti; i viali vengono invasi regolarmente da autovetture e mezzi a due ruote che ostacolano l’eventuale passaggio di vetture e dei mezzi di soccorso” e, se non bastasse, “rifiuti abbandonati nelle strade dai clienti del Mc Donald’s che rimangono lì per giorni senza che nessuno venga a raccoglierli”.
Addio quindi all’isola felice di San Lorenzo e questo a fronte di “una amministrazione che tanto si prodiga a diffondere e pubblicizzare la propria attività volta a migliorare gli spazi a disposizione dei cittadini e poi invece fa l’esatto contrario rovinando un quartiere come il nostro”. I residenti riccionesi del quartiere San Lorenzo avvisano che, a fronte dello stravolgimento del loro quartiere, non faranno sconti, “soprattutto- mandano a dire- anche nell’indagare sulle modalità del rilascio dei permessi necessari all’apertura di questa attività di ristorazione privata ad alto traffico ed ad alto impatto antropico che ha peggiorato, e certamente non migliorato, la vita e lo stato del quartiere”. Basta a “puzza di fritto, sgasate di motorini, parcheggi selvaggi ovvero inquinamento odorifero, acustico, pericolosità e chi più ne ha più ne metta”: l’incubo deve assolutamente finire alla periferia di Riccione. E non c’è colosso del junk food che tenga. Del resto, a Riccione preferiscono la piadina ad hamburger e patatine fritte…




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