di Mirko Gabriele Narducci, Marco Sacchetti e Cristina Rossi
MILANO- “Sono arrivati! Ci stanno sgomberando! Accorrete numerosi in via Watteu”: è il grido (di guerra) con cui il Leoncavallo richiama- via social- il suo popolo in un estremo tentativo di difesa dall’attacco sferrato oggi a sorpresa. Questa mattina infatti, giovedì 21 agosto, è partita l’esecuzione dello sfratto dello storico centro sociale milanese nel quartiere Greco. Si tratta di uno sgombero atteso dal 2003 su richiesta della proprietà, ma mai eseguito in oltre vent’anni e rinviato per oltre 130 volte.
Gli agenti della questura, l’ufficiale giudiziario che ha eseguito il provvedimento e i rappresentanti della proprietà sono entrati nello stabile occupato poco prima delle nove. Non sono stati segnalati problemi di ordine pubblico e le operazioni- ‘risolte’ in appena un’ora e mezzo- non avrebbero incontrato alcuna resistenza.
PREFETTURA: “LO SGOMBERO DEL LEONCAVALLO LIBERA LO STATO DA UNA PENALE DA 3,3 MLN DI EURO”
Un’ora e mezza per chiudere la partita del Leoncavallo dunque, lo storico centro sociale occupato dal settembre 1994 nel quartiere Greco di Milano ed “evitare ulteriori azioni risarcitorie nei confronti dello Stato”, i 3,3 milioni di euro da pagare alla proprietà per il mancato sgombero a cui la seconda sezione civile della Corte d’Appello di Milano nell’ottobre dell’anno scorso aveva condannato il Ministero dell’Interno.
Alle 10,30 di stamane la prefettura ha fatto alzare bandiera bianca ai militanti che alle 9, all’arrivo dei primi agenti, avevano diffuso un disperato appello via social ad accorrere “numerosi in via Watteu”.
Nella mattinata odierna- detta freddamente corso Monforte- “hanno avuto luogo le operazioni di sgombero dell’immobile in Via Watteau n. 7 a Milano di proprietà della società ‘L’Orologio s.r.l.’, occupato abusivamente da parte della ‘Associazione mamme antifasciste del Leoncavallo‘”. Al termine delle operazioni, “la struttura è stato riconsegnata alla proprietà per la sua messa in sicurezza”.
“L’autorità giudiziaria aveva da tempo condannato gli occupanti a rilasciare l’immobile. Dal 2005 vi sono stati numerosi tentativi di accesso da parte dell’Ufficiale Giudiziario, risultati infruttuosi”, ricorda ancora la prefettura. La società proprietaria aveva appunto promosso un’azione risarcitoria per il danno subito dal ritardo nell’esecuzione dell’ordine giudiziario di rilascio dell’immobile occupato e il Viminale avrebbe dovuto pagare 303.915,00 euro all’anno per gli ultimi dieci anni, oltre alle spese e agli interessi legali. Lo sgombero dal 2005 ad oggi è stato rinviato per oltre 130 volte.
LA PREMIER MELONI: “IN UNO STATO DI DIRITTO NON POSSONO ESISTERE ZONE FRANCHE“
“In uno Stato di diritto non possono esistere zone franche o aree sottratte alla legalità. Le occupazioni abusive sono un danno per la sicurezza, per i cittadini e per le comunità che rispettano le regole”. Lo scrive su X la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, a ‘operazioni’ concluse.
“Il Governo continuerà a far sì che la legge venga rispettata, sempre e ovunque: è la condizione essenziale per difendere i diritti di tutti”, conclude la premier.
SALVINI: “DECENNI DI ILLEGALITÀ DELLA SINISTRA, ORA SI CAMBIA, LA LEGGE È UGUALE PER TUTTI, AFUERA!“
Non si sono infatti fatte attendere le reazioni della politica. Il primo ad intervenire é stato Matteo Salvini, a ‘sfratto’ appena iniziato. “Decenni di illegalità tollerata, e più volte sostenuta, dalla sinistra: ora finalmente si cambia. La legge è uguale per tutti: afuera!”: così scrive su X il vicepremier e leader della Lega, commentando l’avvio dello sfratto del centro sociale Leoncavallo di Milano.
PIANTEDOSI: “LO SGOMBERO È LA FINE DI UNA LUNGA STAGIONE DI ILLEGALITÀ“
Non si discostano molto le parole del ‘collega’ dell’Interno: “Lo sgombero del centro sociale Leoncavallo segna la fine di una lunga stagione di illegalità. Per trent’anni quell’immobile è stato occupato abusivamente. E al danno si è aggiunta la beffa: lo Stato costretto persino a risarcire i danni dell’occupazione. Oggi finalmente viene ristabilita la legalità”. Così infatti il ministro dell’interno, Matteo Piantedosi ha commentato l’iniziativa di oggi.
“Il Governo ha una linea chiara: tolleranza zero verso le occupazioni abusive. Dall’inizio del nostro mandato sono già stati sgomberati quasi 4.000 immobili, tra alloggi di edilizia residenziale pubblica ed edifici di particolare rilievo. Lo sgombero del Leoncavallo è solo un altro passo di una strategia costante e determinata che porteremo ancora avanti”, aggiunge Piantedosi.
MORATTI (FI): “LO SFRATTO DEL LEONCAVALLO SEGNI L’INIZIO DI UN PERCORSO DI LEGALITÀ“
“Lo sgombero del centro sociale Leoncavallo rappresenta un segnale forte e chiaro: lo Stato è tornato a far valere i principi di legalità e di rispetto delle istituzioni”. Lo dichiara Letizia Moratti, presidente della Consulta Nazionale di Forza Italia ed europarlamentare del Partito Popolare Europeo, già sindaco di Milano.
“Per oltre trent’anni, quell’immobile è stato occupato abusivamente, in spregio alla proprietà e al vivere civile. Oggi, grazie all’intervento deciso del Ministero dell’Interno e delle forze dell’ordine, si chiude una lunga stagione di tolleranza verso l’illegalità e si apre una nuova fase, che mi auguro possa essere improntata alla responsabilità, alla giustizia e alla tutela dell’interesse collettivo. È tempo di promuovere un modello di città basato sul rispetto delle regole, sulla dignità degli spazi urbani e sulla sicurezza dei cittadini. Lo Stato non può più permettersi ambiguità o zone franche: serve coerenza, fermezza e una visione riformatrice capace di coniugare legalità e inclusione”, conclude Moratti.
FONTANA (LOMBARDIA): “SPERO LO SGOMBERO SIA DEFINITIVO”
“Verrebbe da dire, viste anche le condizioni climatiche di queste ore a Milano, ‘tanto tuonò che piovve!’. Ripristinare la legalità dovrebbe essere la normalità, con il Leoncavallo non è stato proprio così”. Così, sui suoi profili social, il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, sullo sgombero del Leoncavallo a Milano.
“Speriamo- aggiunge il governatore- che l’azione delle forze dell’ordine, cui va il nostro ringraziamento, abbia un effetto definitivo”.
OSNATO (FDI): “BENE LO SGOMBERO DEL LEONCAVALLO, FINISCE UNA PAGINA DI VIOLENZA”
“L’avvio dello sgombero del Leoncavallo è un’ottima notizia, di cui siamo grati al ministro Piantedosi e al prefetto Sgaraglia. Finalmente può essere restituito ai legittimi proprietari, dunque a un uso effettivamente più appropriato, un edificio che purtroppo era diventato il simbolo dell’illegalità, del degrado, della propaganda di pericolose idee anti-sociali”. Lo dichiara Marco Osnato, deputato milanese di Fratelli d’Italia, commentando lo sfratto dell’immobile di via Watteau occupato dal 1994.
“Dopo anni di tentativi andati a vuoto a causa delle prevaricazioni degli antagonisti e della complicità di una certa sinistra delle istituzioni, in quell’area della città tornano l’ordine pubblico e il rispetto delle regole”, prosegue l’esponente di FdI. “Finisce così una delle pagine più tristi di violenza e sopraffazione nella nostra Milano, che ahinoi durava da decenni, per lasciare spazio a un’era nuova di confronto democratico e sviluppo”, conclude Osnato.
AVS, FRATOIANNI: “CHI ESULTA È A FAVORE DELLE LOBBY”; ZANELLA: “UN’OPERAZIONE DI REGIME”
Non mancano le voci contrarie all’operazione di sgombero che si alzano dall’opposizione. In particolare, intervengono i rappresentanti di Avs, Più Europa e anche qualche voce del Pd. “Nulla è più carente nelle nostre città degli spazi sociali, culturali e democratici, ma nonostante questo la destra di governo agisce per ridurli ulteriormente, facendo sgombrare il Leoncavallo a Milano, un’esperienza che per oltre trent’anni ha arricchito la vita sociale della città, mettendosi a disposizione di centinaia di associazioni e di diverse generazioni di artisti e attivisti. Questo sgombero è lo sgombero di chi non tollera la politica come organizzazione dal basso delle persone perché la concepisce solo come attività di supporto della speculazione e delle lobby”. Lo afferma Nicola Fratoianni di Avs.
“Colpisce che oggi a festeggiare lo sgombero del Leoncavallo- prosegue il leader di SI- ci sia anche lo stesso Salvini che da giovane nel ‘94 lo difese da un altro tentativo di sgombero con un intervento in Consiglio comunale: probabilmente all’epoca Salvini era ancora sensibile ai problemi dei giovani e delle persone comuni, oggi invece- conclude Fratoianni- ad interessarlo sono solo i profitti delle grandi lobby”.
“Lo sgombero del Leoncavallo è una operazione di regime. L’anticipazione delle operazioni somiglia ad una parata di propaganda governativa, grande solidarietà a tutte e tutti coloro che hanno reso il centro un presidio culturale fondamentale per la città”. Così la capogruppo di Avs alla Camera, Luana Zanella.
MAGI (PIÙ EUROPA): “È PROPAGANDA E NON SICUREZZA, SALVINI PENSI AI TRENI”
“Lo sgombero del Leoncavallo è una pura operazione di facciata di Meloni, Piantedosi e Salvini che non risponde a un bisogno di sicurezza ma solo alla propaganda securitaria di questa destra: se davvero tenessero agli immobili occupati, sgombererebbero subito Casapound a Roma. E invece i loro amici sono ancora lì, protetti da questo governo complice”. Lo afferma il segretario di Più Europa, Riccardo Magi.
“Salvini rimane il peggiore di tutti e a lui va il Nobel per l’incoerenza: qualche anno fa diceva che nei centri sociali ci si va per discutere, divertirsi e farsi una birretta, ora parla di ripristino della legalità. Intanto anche oggi giornata di passione per i cittadini sui treni in pieno periodo di partenze e rientri dalle ferie: è lui che dovrebbe essere sgomberato dal ministero dei trasporti”, conclude Magi.
PD, CAPELLI: “CON SALA PER TROVARE ALTERNATIVE”; MAJORINO (PD): “PIANTEDOSI GRAVE, SALVINI AVVOLTOIO”
“Una realtà che considerare un tema di “ordine pubblico’ è assolutamente folle e strumentale. Una scelta, quella del ministro Piantedosi, grave, salutata subito da quell’avvoltoio di Salvini”. Lo dichiara sui suoi social il capogruppo del Pd in consiglio regionale della Lombardia Pierfrancesco Majorino, irritato per lo sgombero del Leoncavallo “in pieno agosto, fregandosene del confronto in corso da tempo e dei tentativi di arrivare ad una soluzione positiva su cui erano impegnati in molti, tra i quali proprio gli esponenti del Leoncavallo”.
“Sosteniamo il lavoro del Sindaco e dell’amministrazione di trovare una strada trasparente e innovativa per lo spazio pubblico autogestito. D’altronde il futuro condiviso del Leoncavallo è una cosa che orgogliosamente il centrosinistra ha nel programma dal 2011. E di fronte a chi protegge Casapound e sgombera il Leoncavallo, la nostra strada è mettere davanti il diritto di Milano alla socializzazione e cultura dal basso”. È la dura reazione del segretario del PD Milano Metropolitana Alessandro Capelli, che attacca “la destra che sgombera il Leoncavallo, mentre Casapound rimane al suo posto”. Capelli ironizza sulla “scelta, a metà agosto, del Ministro Piantedosi accompagnata subito dalle parole di Matteo Salvini. I Ministri della legalità a targhe alterne: distratti quando Casapound rimane serenamente al suo posto al centro di Roma”.
Per il leader dem di Milano “il Leoncavallo per 50 anni è stato un tassello importante della storia di Milano. Ha rappresentato per tante generazioni uno spazio aperto, di socializzazione e cultura. E’ stato, anche per la mia generazione, un punto di riferimento per tante e tanti. Noi che abbiamo a cuore la cultura dal basso, la socialità e la solidarietà guardiamo al futuro e ai bisogni della città”.
IL LEONCAVALLO: COSA È, LA SUA STORIA
“Il Leoncavallo SPA – Spazio Pubblico Autogestito – è un centro sociale occupato. Nato a Milano nel 1975, svolge attività politica e culturale in completa autogestione. Una storia lunga legata a doppio filo con quella dei movimenti extraparlamentari, che vive grazie alle generazioni che si susseguono nel tempo”: si presenta così, dalle sue pagine web, la realtà sociale-culturale presente a Milano da mezzo secolo, oggetto di sgombero. Si racconta così il momento della nascita del centro, le prime iniziative quello che in definitiva ‘era’ il Leoncavallo, nato e sviluppato nell’Italia dei tormentati anni di piombo. “La storia del Leoncavallo inizia il 18 ottobre 1975, quando un’area dismessa di 3600 mq, situata in via Leoncavallo 22 a Milano, viene occupata da un gruppo di militanti extraparlamentari provenienti da diverse esperienze interne al movimento rivoluzionario che caratterizzò il lungo ’68 italiano”: è l’incipit così della storia del centro sociale, raccontata via web. “L’occupazione si caratterizza immediatamente per la proposizione di temi che investono la società intera: la creazione di un asilo nido, una scuola materna, il doposcuola, la mensa popolare, il consultorio ginecologico, le attività culturali, sono gli obiettivi immediati che il neo comitato di occupazione si prefigge”. Le attività che iniziano a prodursi nei primi anni di vita permettono al Leoncavallo di radicarsi nella zona: nascono Radio Specchio Rosso
, la Casa delle Donne
e la Scuola Popolare
. Le istanze e le rivendicazioni che emergono abbracciano sempre più “la vita nel suo complesso”.
GLI ANNI DI PIOMBO: L’ASSASSINIO DI FAUSTO E IAIO, LA LOTTA CONTRO LA DROGA
Si prosegue poi con il racconto dell’omicidio di due militanti del Leoncavallo e le ripercussioni sulle attività del centro: “Il 18 marzo 1978, in un agguato fascista vengono uccisi, a colpi d’arma da fuoco, Fausto Tinelli e Lorenzo “Iaio” Iannucci, militanti del Leoncavallo e impegnati in una contro inchiesta sullo spaccio di eroina nel quartiere. La reazione è imponente. Il giorno dei funerali le fabbriche scioperano, e centomila persone gremiscono piazza Duomo. Le madri di Fausto e Iaio e altre donne del centro sociale danno vita al gruppo ‘mamme del Leoncavallo’, impegnandosi nell’immediato alla lotta contro l’eroina”. “Sono anni difficili, l’attacco militare e giudiziario dello Stato contro il movimento è duro e produce i suoi frutti: carcere, eroina, clandestinità, esilio, falcidiano i corpi di un’intera generazione. Il Leo, come altri spazi sociali diventa anche luogo di rifugio”.
(photo credit: LeoncavalloSPA/Fb)




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