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Stragi, De Pasquale risponde alle contestazioni ma le polemiche non si fermano

L'ira dei familiari delle vittime degli attentati per la nomina di De Pasquale a direttore dell'Archivio centrale dello Stato
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BOLOGNA – Contestata da più parti la sua nomina a direttore dell’Archivio centrale dello Stato, Andrea De Pasquale reagisce alle critiche e assicura che ricoprirà il nuovo ruolo “con disciplina ed onore”, anche in riferimento ai documenti declassificati sulle stragi che hanno costellato la storia italiana.

Contrarietà alla scelta di De Pasquale è stata espressa in primis da Paolo Bolognesi, presidente dell’Associazione dei familiari delle vittime della strage alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980, che guida anche l’Unione e i familiari delle vittime di stragi: Bolognesi ha scritto sia al premier Mario Draghi che al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per chiedere di fermare la nomina.

Nel giudizio su De Pasquale, già direttore della Biblioteca nazionale centrale di Roma, pesa l’enfasi con cui in quella sede fu presentata l’acquisizione dell’archivio Rauti. Di critiche ne sono arrivate anche da altre associazioni di familiari delle vittime di strage, dal mondo politico e accademico e ora De Pasquale prende parola con una lettera pubblicata sul sito del ministero della Cultura. “Apprendo con dolore di contestazioni in merito alla mia nomina a direttore dell’Archivio centrale dello Stato”, scrive De Pasquale.

“Nelle mie passate direzioni mi sono sempre adoperato, con massimo rigore scientifico- continua la lettera- nel potenziare e accrescere l’attività di ricerca, agevolando gli studiosi nella fruizione del materiale documentario e bibliografico”.

Ebbene “la stessa cosa farò, con disciplina ed onore, come recita l’articolo 54 della Costituzione- continua la lettera- per lo straordinario patrimonio dell’Archivio centrale dello Stato, anche in riferimento alla documentazione declassificata ai sensi delle direttive Prodi, Renzi e ora Draghi, e assicuro il massimo impegno nell’incrementarne lo studio attraverso la realizzazione di progetti di inventariazioni e digitalizzazioni”.

Ma anche la stessa lettera “del direttore dell’Archivio”, così si legge sul sito del ministero, finisce nel mirino. De Pasquale “si presenta come se fosse già sovrintendente dell’Archivio. Ma scherziamo?”, attacca su Facebook la scrittrice Benedetta Tobagi: “Il decreto della presidenza del Consiglio per nominarlo non serve più? Il ministro Dario Franceschini non si degna di rispondere?“.

Parla di “abuso” il rettore dell’Università per stranieri di Siena, Tomaso Montanari: “A cosa serve allora la nomina del Consiglio dei ministri? È uno schiaffo a tutti coloro che hanno avanzato dubbi“. Il sito web dell’Archivio, al momento, indica Giulia Barrera come sovrintendente vicario in carica dal 2 agosto. 

BOLOGNESI: ORA SU DE PASQUALE INTERVENGA FRANCESCHINI

Le rassicurazioni di Andrea De Pasquale sulla sua nomina a direttore dell’Archivio centrale dello Stato non sono sufficienti per Paolo Bolognesi, presidente dell’Associazione dei familiari delle vittime della strage di Bologna del 2 agosto 1980, che guida anche l’Unione e i familiari delle vittime di stragi: “Assolutamente no. Quella di De Pasquale è una lettera che non dice niente, anzichè entrare nel merito delle nostre critiche entra nel merito di un articolo giornalistico. Non dice niente”, afferma Bolognesi parlando con la ‘Dire’.

Inoltre, “un’altra cosa incredibile è che De Pasquale non è ancora sovrintendente ma si firma già come tale. Io penso sia una cosa poco corretta, anzi non è corretta e quindi dovrebbe intervenire il ministro Dario Franceschini”, afferma Bolognesi.

Intanto, non ci sono ancora riscontri sulle lettere spedite dal portavoce dei parenti delle vittime al premier Mario Draghi e al presidente Sergio Mattarella: “Per il momento non abbiamo avuto risposte da nessuno”, riferisce Bolognesi. Ma a quanto pare c’è un’altra novità. “So che il Consiglio superiore beni culturali ha espresso un parere in cui appoggia le critiche delle associazioni. Non conosco bene le procedure ma l’interessante è che abbiano sostenuto le nostre richieste perchè stiamo correndo dei rischi pazzeschi anche sulla strage di Bologna“.

Il Consiglio superiore è un organo consultivo del ministero a carattere tecnico-scientifico e se si è espresso criticamente sulla nomina di De Pasquale “è un fatto positivo e importante”, aggiunge Bolognesi. Il presidente emerito del Consiglio superiore, Giuliano Volpe, ha invece difeso la scelta di De Pasquale criticando così chi la contesta: “Purtroppo i talebani non sono solo a Kabul ma anche in Italia”. Frase che proprio non va giù a Bolognesi. “E’ un fatto sconcertante- afferma il presidente- che su questo non intervengano il ministro e le alte cariche politiche e governative. I familiari delle vittime fanno una denuncia di questo tipo e si beccano dei talebani“. Per Bolognesi “è una cosa che ha dell’incredibile, solo in questo Paese e con questa grande voglia di revisionismo che c’è può passare indenne una situazione del genere”.

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