VIDEO | Il regista Saleh: “L’umanità ha ‘il vento sotto i piedi’”

Il cortometraggio 'Il vento sotto i piedi' é ultimo lavoro del regista e attore Kassim Yassin Saleh e sarà presentato domani al Festival nazionale videocorto di Nettuno
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ROMA – Il percorso di un artista lungo le strade di Roma ma soprattutto attraverso l’umanita’, all’insegna di un nuovo linguaggio neorealista accordato al ritmo della realta’ dei giorni nostri, per lanciare un messaggio di unita’ e pace quanto mai necessario ora che il mondo da’ l’impressione di stare “sul punto di esplodere”. E’ il segno del cortometraggio ‘Il vento sotto i piedi’, ultimo lavoro del regista e attore Kassim Yassin Saleh, che sara’ presentato domani al Festival nazionale videocorto di Nettuno. All’agenzia Dire il regista, nato a Gibuti ma cresciuto artisticamente in Italia, un Paese che dice di sentire come la sua patria, racconta com’e’ nata l’avventura di “un corto- documentario” che segue la giornata di Monsieur David, “attore dei piedi”, artista teatrale che attraverso questa parte del corpo esprime la sua arte e la sua poetica. Nel film David attraversa la citta’ scandito da un dialogo continuo tra le riflessioni e le sensazioni di una realta’ interna e le immagini, i luoghi e i simboli del mondo esterno. A caratterizzarlo, valigie al seguito. Le stesse valigie che aveva in occasione dell’incontro decisivo con Saleh, nel 2018. “Ero alla stazione di Padova di ritorno da un festival – ricorda il regista – e lo vedo con tutti i suoi bagagli mentre cerca di fare il biglietto del treno“.  Saleh premette che si erano gia’ incontrati a Roma mesi prima: lui era rimasto impressionato della sua arte e Monsieur David si era innamorato del suo corto ‘Idris’, con il quale il regista si era presentato al Festival di Venezia. “Parliamo, e lui comincia a ripercorrere alcuni momenti della sua vita” racconta Saleh, che a quel punto tira fuori il cellulare e inizia a riprenderlo. “L’idea per ‘Il vento sotto i piedi’ era gia’ li'” dice il regista: “Una giornata nella vita di questo artista”.  Il percorso del performer non e’ casuale, ma puntellato di incontri anche dal valore spirituale. Saleh racconta che “David e’ buddista e lungo il suo percorso passa accanto a un ragazzo musulmano che prega e ad altri rappresentanti delle grandi religioni”. Una narrazione, quindi, che si sviluppa “all’insegna della pace e dell’unita’ tra i popoli”. Temi che sono la cifra stilistica dei lavori di Saleh: “Se dovessi definire il mio genere di cinema lo chiamerei un cinema umano”. A fare da sfondo alla camminata di Monsieur David, luoghi simbolo della capitale e del suo rapporto con il cinema, dal ponte sul Tevere dell”Accattone’ di Pasolini alle giostre e i volti di Federico Fellini. Ma non mancano luoghi a fatti di cronaca recente. “All’inizio Monsieur David lascia una rosa nel quartiere di San Lorenzo, li’ dove e’ stata uccisa la giovane Desiree, in omaggio a una vita che si e’ spenta troppo presto” dice Saleh. A permeare l’atmosfera del corto, i colori che rimandano alle vecchie pellicole Super 16, un desiderio specifico del regista, che il colorista Nazareno Neri ha trasformato in realta’. Saleh dice che il team di lavoro “e’ stato incredibile, persone che riescono a cambiare un film”. ‘ Il vento sotto i piedi’ e’ stato prodotto da The Piranesi experience di Claudio Esposito e coprodotto dalla Laser film di Andrea di Nardo. Una menzione particolare il regista la dedica alla sceneggiatrice tedesca, ma da anni in Italia, Heidrun Schleef, gia’ autrice della ‘Stanza del figlio’, di Nanni Moretti, ultima Palma d’oro italiana al Festival di Cannes, nel 2001. “E’ stata piu’ di una sceneggiatrice” dice Saleh. “Ha supervisionato il lavoro, mi ha dato molti consigli e idee”. di Brando Ricci
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21 Agosto 2020
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