Coronavirus, Billionaire: “50 in autoisolamento, aspettano i tamponi”

"In tutto una cinquantina di dipendenti sono ospitati all'interno delle nostre strutture gia' previste di prassi per la stagione"
Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on email
Share on print

BOLOGNA – Sono una cinquantina i dipendenti del Billionaire di Porto Cervo in autoisolamento perche’ potrebbero essere venuti in contatto con alcuni lavoratori ‘extra’ risultati positivi al Covid-19. Questi ragazzi “collaboravano con altri locali, oltre al nostro, ma ad un certo punto non hanno piu’ collaborato con noi per loro scelta”. Ma “non essendo sicuri a quando risalisse questa cosa (l’eventuale malaugurato contatto con i positivi, ndr) abbiamo preso i nostri 50 dipendenti e li abbiamo messi in autoisolamento, come da procedura, in attesa che facciano il tampone tramite la Asl”. Lo spiega alla Dire la portavoce del Gruppo Billionaire.

“Quei casi non erano malati, sono positivi”, si tratta di lavoratori che in gergo vengono chiamati degli ‘extra’, ovvero dei “ragazzi che fanno il giro dei vari ristoranti a seconda delle esigenze”, precisa la portavoce. Tra l’altro, aggiungono dal Billionaire, “non abbiamo avuto tanti rapporti con loro perche’, anche se gli avevamo gia’ fatto un contratto, dovevano venire da noi un paio di sere in piu’ ma loro stessi non sono piu’ venuti; non si sa perche'”.

Ad ogni modo “in via precauzionale abbiamo predisposto queste misure” di autoisolamento per i nostri. “In tutto una cinquantina di dipendenti sono ospitati all’interno delle nostre strutture gia’ previste di prassi per la stagione, e ci sono tutte le attenzioni del caso”, assicurano dal Billionaire con l’auspicio che si risolva presto una situazione “non bella. Pero’ noi rispettiamo le regole”.

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on email
Share on print

Leggi anche:

21 Agosto 2020
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»