‘I robot e noi’: le lezioni dell’ex ministro Carrozza diventano un libro

Esce il 31 agosto. Si tratta di una raccolta di lezioni introduttive alla robotica tenute in varie parti del mondo
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ROMA – La passione per la robotica, l’ammirazione per la creatività in azione, la premura di raccontare un argomento potenzialmente complicato a chi magari non ha ancora la giusta conoscenza, perché la tecnologia, i robot sono ormai entrati nella vita di tutti i giorni.

In poche parole ‘I robot e noi’, ovvero “una raccolta di lezioni introduttive alla robotica che ho tenuto in varie parti del mondo ed ho sistematizzato per la Scuola di Politiche, per giovani che aspirano a capire il mondo e a cambiarlo. È divulgativo, scritto sotto forma di saggio, e di tratta di un viaggio della robotica” partendo “dalla rivoluzione industriale”. A parlare, intervistata dall’agenzia Dire, è Maria Chiara Carrozza, deputata del Partito democratico, membro della commissione Esteri, professore di Biorobotica alla Scuola superiore Sant’Anna di Pisa. Il 31 agosto uscirà il libro, appunto ‘I robot e noi’, collana Arel, edito da Il Mulino.

I robot e l’uomo, ovvero la tecnologia, la robotica sociale: “Entra nella società, nelle nostre case, nel nostro mondo, sulle nostre strade. Farà parte della nostra vita quotidiana”, uscendo dalle fabbriche. Oggi il robot “esce dagli ambienti manifatturieri”, ed “entra nei nostri corpi, con le protesi. Diventa sostitutivo o di supporto alla nostra vita”.

Con questo libro l’ex ministro dell’Istruzione si rivolge “ad un pubblico non specializzato”, anche a chi pensa che rubano il lavoro agli uomini: “Questo è il tema del momento- risponde- Cerco di far capire da punto di vista tecnico come si è sviluppata la robotica”. E importante, in questo contesto, è “fare un passo indietro, capire la rivoluzione industriale, capire cos’è un robot”, ‘I robot e noi’ vuole essere “un libro per capire la robotica. Per questo la scelta del titolo. Nel libro cerco di dire le cose reali, qual è veramente lo stato della ricerca. Spesso si legge di cose che verranno”.

Quando Carrozza è tornata a fare lezioni nel 2014, “ho parlato di guida autonoma, e trovato interesse da parte di chi ascoltava. Ma erano persone che non sapevano dell’argomento. Oggi, invece, il pubblico ha la percezione chiara di cosa è la guida autonoma”.

C’è stato evidentemente, al pari di un rapido e progressivo inserimento dei robot nella società (“La gente pensa che domani sarà così”), “una accelerazione improvvisa ma preparata della conoscenza delle persone”.

Davanti a novità evidenti nel campo della robotica non si può non rimanere affascinati: “Mi colpisce quando vedo la creatività in azione. Vedo delle applicazioni che non avevo mai pensato. Due esempi: il robot da tavola, da compagnia, che è sociale, intrattiene una relazione, suggerisce ricette, riconosce facce che entrano in cucina, diventa una sorta di compagno, con una tecnologia semplice. E poi quelle piccole serre robotiche che permettono di creare un orto robotico. È un mix sensazionale”.

In Italia, conclude Carrozza alla Dire, “siamo dei produttori di robot industriali formidabili, abbiamo fabbriche di robot tra le più importanti al mondo. Siamo leader, e questa leadership dobbiamo sfruttarla per creare un servizio adeguato a un tema come la socializzazione robotica”.

di Adriano Gasperetti, giornalista professionista

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