venerdì 14 Agosto 2026

Al Mimit il tavolo sul futuro di Electrolux. Urso: “Avviato il confronto per una soluzione condivisa e sostenibile”

Il ministro delle Imprese e del Made in Italy si auspica che l'azienda presenti "una nuova proposta industriale che assicuri prospettive concrete agli stabilimenti italiani"

Foto dal sito del Mimit

ROMA – Si è svolto oggi il tavolo di confronto al Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit) sul futuro di Electrolux in Italia. Intervenendo in apertura, il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso lo ha definito “un primo, significativo cambio di passo” perché “dal piano industriale irricevibile presentato dall’azienda si è passati a un confronto vero con le organizzazioni sindacali, che si è già articolato finora in tre incontri. Questo era il primo obiettivo che ci eravamo posti e lo abbiamo raggiunto: creare le condizioni per ricercare una soluzione condivisa e sostenibile, capace di tutelare tutti i lavoratori, evitare i licenziamenti e salvaguardare gli stabilimenti e le produzioni in Italia”.

“Ora- ha aggiunto il ministro- ci aspettiamo che l’azienda dia seguito al confronto, ritirando il piano presentato e trasformando il confronto in una nuova proposta industriale che assicuri prospettive concrete agli stabilimenti italiani, salvaguardando l’occupazione e la capacità produttiva”.

URSO: UE INTERVENGA SUBITO SU FILIERA, IN SEI ANNI CHIUSI 25 SITI

Urso ha, poi, proseguito spiegando che “la vertenza Electrolux è un caso europeo, non solo nazionale. Negli ultimi sei anni sono già stati chiusi 25 stabilimenti dell’elettrodomestico in Europa: bisogna agire subito o rischiamo il collasso industriale. Per questo abbiamo promosso e presentato un non-paper sul settore, che ha ottenuto il sostegno di Francia, Germania e Polonia, all’attenzione del vicepresidente esecutivo Stéphane Séjourné, al quale avevo già sollecitato un intervento tempestivo negli incontri che ho avuto con lui in questi mesi”.

Il documento propone il riconoscimento dell’industria europea dell’elettrodomestico come settore strategico, un piano europeo dedicato al comparto e strumenti per sostenere gli investimenti, la domanda e la capacità produttiva.

“Illustrerò il documento al prossimo Consiglio Competitività, previsto a Bruxelles alla fine di settembre, affinché diventi la base della discussione europea e l’Unione intervenga al più presto a tutela della produzione, degli investimenti e dell’occupazione, modificando un quadro regolatorio che oggi penalizza le nostre imprese e favorisce la concorrenza asiatica, spesso sleale”, ha concluso il ministro.

CIRIANI: PROSEGUE DIALOGO MA ANCORA MOLTO DA FARE

Al tavolo hanno preso parte anche il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, i vertici dell’azienda, i rappresentanti delle Regioni e le organizzazioni sindacali e datoriali.

“Il tavolo di oggi arriva dopo tre incontri tecnici ed è un ulteriore passo nell’elaborazione di un piano industriale diverso rispetto a quello che l’azienda aveva presentato e che per il governo è irricevibile- ha commentato Ciriani-. L’azienda ha esposto la possibilità di diversificare la tipologia di prodotti da realizzare così da mantenere i livelli produttivi“.

“Per Porcia- ha spiegato- potrebbero prevedere un investimento su nuovo tecnologie legate alle lavatrici, anche di grande capacità, così da avere una produzione intorno ai 600.000 pezzi. Il governo continuerà a favorire il confronto tra azienda e sindacati con la volontà superiore di tutelare i lavori e la capacità industriale, accompagnando la transizione e attivando gli strumenti a sua disposizione se l’azienda presenterà un piano serio e condiviso. Per me, per noi, preservare le donne e gli uomini che lavorano nello stabilimento di Porcia, e negli altri siti italiani, è la priorità, il dialogo va avanti ma per quanto ci riguarda ancora molto c’è da fare”.

SERRACCHIANI: INCONTRO CON AZIENDA ANCORA DELUDENTE

“L’azienda si è presentata senza un piano industriale alternativo, con dichiarazioni insoddisfacenti e allo stato attuale alquanto fumose. Quindi l’incontro è stato ancora deludente, non è stata offerta alcuna prospettiva e anzi il sito di Porcia pare tra quelli messi peggio, con quello di Cerreto”, ha dichiarato dichiara la deputata Debora Serracchiani, presente al tavolo.

“In particolare- ha aggiunto- temiamo moltissimo per Porcia perché, per come viene descritta la situazione, appare evidente che non c’è alcun piano di rilancio e già ora sono in atto trasferimenti di produzioni da Porcia in Thailandia e da Cerreto in Polonia. Aggiungo grande preoccupazione per il destino degli impiegati, per i quali non è arrivata alcuna risposta. Confido che il rinvio del tavolo possa essere finalizzato a risultati precisi da ottenere in extremis a Bruxelles e da riportare all’azienda per costruire alternative, altrimenti la transizione sarà verso il nulla”.

I primi di ottobre si svolgerà un nuovo tavolo al Mimit, mentre incontri tecnici sono previsti per il 3 e 4 settembre.

Leggi anche