CAGLIARI – Atto intimidatorio a Lanusei, in Ogliastra, ai danni della vicesindaca Maria Tegas: una bottiglia riempita di liquido infiammabile è stata piazzata sul parabrezza della sua auto. Fortunatamente, l’auto non ha preso fuoco perchè l’innesco dell’ordigno artigianale si è inceppato. L’episodio è avvenuto nella notte tra domenica e lunedì. Indaga la Polizia di Stato.
Dalla presidente della Regione Sardegna, Alessandra Todde, è arrivata una dura condanna: “Un gesto che condanno con assoluta fermezza. Chi sceglie la violenza e la minaccia per colpire un amministratore colpisce le istituzioni democratiche e l’intera comunità- ha scritto Todde in una nota-. Confido nel lavoro delle forze dell’ordine perché i responsabili siano individuati rapidamente. A Maria Tegas, al sindaco Davide Burchi e a tutta l’amministrazione comunale va la vicinanza della Regione Sardegna”.
Questo il post pubblicato su Facebook dal Comune di Lanusei: “L’attentato incendiario subito nella notte tra il 19 e il 20 luglio dalla nostra Vicesindaca, Maria Tegas, è un gesto vile e gravissimo. Solo per un caso fortuito il tentativo di incendiare la sua autovettura non ha avuto conseguenze ben più gravi. La tragica coincidenza con il 19 luglio, anniversario della strage di via D’Amelio in cui persero la vita il giudice Paolo Borsellino e gli agenti della sua scorta, rende ancora più inquietante la riflessione sul valore della legalità e sulla necessità di respingere ogni forma di intimidazione. Questo gesto non colpisce soltanto Maria. Colpisce l’intera Amministrazione comunale e tutta la comunità di Lanusei”.
CHI È MARIA TEGAS
Nel suo lungo post, il Comune racconta anche chi è la vicesindaca vittima di questa brutta intimidazione: “Maria Tegas dedica da anni tempo, energie e passione al nostro paese, ben prima di ricoprire un ruolo istituzionale. Lo ha fatto da Presidente della Pro Loco e da volontaria in numerose associazioni impegnate nella promozione del territorio, mettendosi sempre al servizio della collettività. Non meritava un gesto tanto ignobile”.
Poi la solidarietà: “Esprimiamo a Maria la nostra più sincera vicinanza e solidarietà, certi che non sarà un atto intimidatorio a piegare il suo impegno e quello dell’Amministrazione. Rivolgiamo un sentito ringraziamento agli inquirenti e alle forze dell’ordine per la tempestiva attivazione delle indagini, confidando che i responsabili vengano presto individuati e chiamati a rispondere delle proprie azioni. Lanusei è una comunità sana, fondata sul rispetto, sulla partecipazione e sulla legalità. Chi ha compiuto questo gesto non rappresenta la nostra comunità, ma ne costituisce l’esatta negazione”.
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