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Tony Bennett è morto, il crooner italo-americano se ne va a 96 anni

Oltre 100 dischi per una carriera lunga 70 anni, il cantante si è spento nella sua casa di New York dopo una battaglia con il morbo di Alzheimer

Pubblicato:21-07-2023 16:13
Ultimo aggiornamento:23-07-2023 14:47
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ROMA – Tony Bennett è morto. Il crooner italo-americano se ne va a 96 anni, dopo una lunga convivenza con il morbo di Alzheimer. Una malattia che l’artista aveva rivelato solo nel 2021, anno del suo ritiro dalle scene. A confermare la scomparsa – avvenuta nella sua casa di New York- Sylvia Weiner, sua addetta stampa.

Per oltre 70 anni, Bennett – al secolo Anthony Dominick Benedetto – l’artista ha affascinato il pubblico di più generazioni con la sua voce calda e accogliente.

LE COLLABORAZIONI: DA ARETHA FRANKLIN A LADY GAGA

A rimanerne colpite star come Amy Winehouse e Lady Gaga che hanno legato la loro storia a quella del crooner i collaborazioni importanti. Con l’ultima, Bennett ha realizzato due album dal sapore jazz, “Cheek to cheek” (2014) e “Love for sale” (2021), quest’ultimo la chiusura della discografia del cantante e colonna sonora del suo addio alle scene.

Poi gli incroci anche con Frank Sinatra, Aretha Franklin, Elton John, Sting, George Michael, Stevie Wonder e Michael Bublè. Solo per citarne alcuni. Molti di questi sono contenuti nei dischi di duetti intitolati proprio “Duets”.

OLTRE 100 DISCHI PUBBLICATI

Nel cv, però, di album Bennett ne conta 103, 20 sono i Grammy Awards vinti, di cui uno alla carriera, 2 gli Emmy Awards aggiudicatosi. Una produzione mastodontica paragonabile a quella di pochi altri. Tra i grandi successi brani come “Fly Me to the Moon”, “Because of you”, “I Left My Heart in San Francisco”, “I Can’t Give You Anything But Love”, “Just In Time” e “Steppin’ Out with My Baby”.

LE ORIGINI CALABRESI

Di origini italiane, Bennett nasce dal matrimonio di John Benedetto e Anna Suraci. La famiglia dell’artista era emigrata dalla Calabria nel 1899, nello specifico da Podargoni. E da allora si era stabilizzata in maniera fissa. Tony arriva il 3 agosto 1926 e delle sue origini è sempre stato orgoglioso: “Sono fiero di essere calabrese– aveva detto- amo la Calabria, l’ho vista e visitata. Mio padre cantava sulla cima di una montagna per farsi sentire da tutto il villaggio e, una volta arrivato negli Stati Uniti, ha insegnato il canto anche a me e a mio fratello. Questo ha creato in me una passione che non si è mai fermata”.

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