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Si vota il 25 settembre, la campagna elettorale sarà caldissima

L'editoriale del direttore Nico Perrone

campagna elettorale
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ROMA – “Mi auguro che pur nell’intensa campagna elettorale vi sia da parte di tutti un contributo costruttivo nell’interesse dell’Italia”. È il messaggio che il Capo dello Stato, Sergio Mattarella, dopo aver accettato le dimissioni di Mario Draghi, ha lanciato ai partiti che si apprestano alla sfida elettorale. Purtroppo non sarà ascoltato, perché i tempi sono stretti e le forze politiche dovranno alzare la voce a più non posso per farsi ascoltare dai cittadini elettori durante le ferie estive. Il premier uscente, sentito Mattarella, gestirà il Governo fino al voto per gli affari correnti e con un’agenda definita delle cose da fare,precisata anche dal Presidente Mattarella: “Il periodo non consente pause negli interventi indispensabili per contrastare la crisi economica e sociale e “‘aumento dell’inflazione” ha detto, precisando che il governo dimissionario “incontra limitazioni nella sua attività”, ma “dispone” di strumenti “per intervenire sulle esigenze presenti e quelle che si presenteranno tra oggi e il nuovo governo”.

Da parte sua il premier Mario Draghi ha confermato il lavoro da fare: “Dobbiamo far fronte alle emergenze legate alla pandemia, alla guerra in Ucraina, all’inflazione e al costo dell’energia. Dobbiamo portare avanti l’implementazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza – anche per favorire il lavoro del Governo che ci succederà” ha detto Draghi nel saluto introduttivo in apertura del Consiglio dei ministri che si è riunito per decidere la data del voto e gli adempimenti collegati. E nella campagna elettorale già iniziata irrompe anche la notizia, ma guarda un po’, che la Russia di Putin ha deciso di aumentare del 71% la fornitura di gas all’Italia. Insomma, festeggiano anche loro la caduta di Mario Draghi che da premier si è subito schierato a favore dell’Ucraina dove i soldati russi stanno massacrando la popolazione e distruggendo intere città. Anche su questo, su chi vuol continuare ad aiutare la resistenza degli aggrediti e chi invece vuole subito scendere a patti con Putin, tra le forze politiche sarà scontro duro. Ora la palla passa ai partiti e anche tra e dentro le forze politiche nasceranno scontri e guerre sulla formazione delle liste dei candidati. Da ricordare che il nuovo Parlamento sarà composto di 600 e non più circa mille parlamentari.

Tutti i sondaggi, analizzati i trend, danno il Centrodestra vincente grazie al sistema elettorale che premia le coalizioni che si uniscono. Non sarà facile neppure per loro,perché se fino a pochi giorni fa era pacifico che chi avrebbe preso un voto in più quello poi diventava premier, adesso che Giorgia Meloni è nettamente in pole position la posizione è cambiata: Salvini E Berlusconi, infatti, stanno già dicendo ai loro che alla fine il premier sarà indicato dai partiti che nella coalizione avranno la maggioranza. Insomma, se Lega e Forza Italia prenderanno più voti di Fratelli d’Italia toccherà a loro. Facile pensare il tono della risposta della leader interessata. Il Pd, che con il segretario Enrico Letta, si era sempre speso per creare un’alleanza col M5S, dopo il tradimento di Giuseppe Conte, si ritrova a correre da solo e questo rischia di penalizzarlo non poco. La campagna elettorale Dem si incentrerà contro chi ha fatto cadere Draghi, aggravando la crisi economica e sociale in cui già versa il paese. Non mancherà, c’è da giurarci, anche il vecchio e ritrito slogan contro il pericolo fascista. C’è grande movimento al centro, dove Azione di Carlo Calenda e Italia Viva di Matteo Renzi, per forza saranno costretti a trovare un accordo con tutti gli altri ‘cespugli’ che non troveranno posto altrove e che non vogliono essere fagocitati dai nazionalsovranisti di Giorgia Meloni e Matteo Salvini. Per loro, a quanto si comincia a capire, ci sarà una campagna elettorale incentrata come ‘quelli dell’agenda di Mario Draghi’ con la speranza di raccogliere i consensi dei cittadini responsabili, di quelli che non vogliono un governo in conflitto con l’Europa che non tollera il sovranismo.

E il M5S di Giuseppe Conte? Sarà destinato a tornare ai ‘vaffa’ e sulle barricate, ad urlare per difendersi dall’accusa di aver tradito tutti e tutto pur di far cadere Draghi. Conte farà fatica a tenere insieme le cento bande ‘grilline’ e non è da escludere che il Movimento alal fine passi in mano a Virginia Raggi e Alessandro Di Battista più adatti e capaci ad interpretare la parte delle vittime. Considerato che proprio Conte ha guidato governi di tutti i colori, passando dalla destra alla sinistra senza colpo ferire. Una colpa che i ‘grillini puri e duri’ gli rinfacceranno ogni volta.

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2022-07-21T19:44:37+02:00