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Tre artisti di Ravenna donano sei mosaici contemporanei al Comune

mosaici contemporanei ravenna
Le opere di Giuliano Babini, Marco De Luca e Paolo Racagni andranno ad arricchire il patrimonio artistico del Mar e del Tamo
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Di Pietro Tabarroni

BOLOGNA – Tre artisti ravennati, che hanno segnato l’evoluzione dell’arte musiva contemporanea nella città romagnola che fu capitale dell’Impero d’Occidente, hanno deciso di omaggiare la loro terra con le loro opere. E così, sei mosaici di Giuliano Babini, Marco De Luca e Paolo Racagni andranno ad arricchire il patrimonio artistico del Comune di Ravenna, negli spazi espositivi del Mar (Museo d’arte) e del Tamo (nel complesso di San Nicolò). “Abbiamo deciso di donare le opere- dicono gli artisti- per l’attaccamento alla nostra città, alla cultura espressa attraverso i suoi monumenti, le sue istituzioni scolastiche, artistiche, culturali. Più di cinquant’anni di attività nell’ambito della cultura musiva, sono il nostro comune denominatore, unito al nostro impegno di insegnanti, mosaicisti, artisti”.

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Grato il sindaco Michele De Pascale: “Ringrazio di cuore gli artisti che hanno voluto donare le loro pregevoli opere al Comune, testimoniando non solo attenzione e affetto per la città, ma anche il pieno riconoscimento del carattere identitario dell’arte musiva che ormai da secoli accompagna e scandisce la vita storica e culturale di Ravenna“. Nel dettaglio dell’arte e della vita culturale ravennate, entra invece l’assessora Elsa Signorino, con delega alla Cultura: “In quest’anno in cui la pandemia ci ha costretti a rinviare al 2022 la Biennale di mosaico contemporaneo, questa donazione dà continuità agli indirizzi che questa amministrazione ha voluto imprimere alla Biennale“. La cui ultima edizione “proponeva- continua l’assessora- per le cure di Alfonso Panzetta, al Mar, la mostra ‘Montezuma, Fontana, Mirko. La scultura in mosaico dalle origini ad oggi’, vera enciclopedia e punto di riferimento per gli sviluppi futuri dell’arte musiva”. E un ruolo “centrale” nella mostra Biennale del ’17, “era riservato proprio agli artisti ravennati- racconta ancora Signorino- che confermano oggi, nelle persone di Giuliano Babini, Marco De Luca e Paolo Racagni, tra gli artisti che hanno maggiormente contribuito all’evolversi del mosaico da tecnica ad arte, il loro amore per la città e per le sue civiche istituzioni”.

Un amore che oggi si rinnova, appunto, con le sei donazioni. “Abbiamo trovato nel mosaico- chiariscono ancora i tre artisti- quell’identità espressiva che unita ad altri media, in particolare pittura e scultura, ci ha permesso di approdare a sintesi formali diverse e autonome: tradizione e innovazione, non la marginalità del mosaico tra le forme espressive contemporanee ma una diversa centralità”.

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