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Museo del Mare di Reggio Calabria, Falcomatà: “Sarà centro delle culture del Mediterraneo”

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"Simbolo di una storia che rappresenta un intero territorio, crocevia di culture e contaminazioni di cui noi oggi siamo il risultato"
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REGGIO CALABRIA – “Non è semplicemente museo del mare ma un centro delle culture del Mediterraneo. Simbolo di una storia che rappresenta un intero territorio, crocevia di culture e contaminazioni di cui noi oggi siamo il risultato”. Così il sindaco di Reggio Calabria Giuseppe Falcomatà ha tratto le conclusioni della tre giorni di lavoro politico amministrativo che si è svolta a Palazzo San Giorgio sul Museo del Mare progettata dall’archistar Zaha Hadid, grande opera inserita dal governo tra i 14 progetti strategici per i Grandi attrattori culturali con uno stanziamento di 53 milioni.

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“Un Museo del mare – ha aggiunto il sindaco – che restituisce alla storia tutto ciò che la storia ci ha consegnato nel corso dei secoli. Ma le nostre radici millenarie non sono un semplice esercizio di stile, semmai la porta d’accesso verso il futuro, partendo da ciò che siamo stati e da ciò che siamo. In altre parole, un centro attrattivo per tutte le culture del Mediterraneo. Per questo non bisogna banalizzare l’importanza e la portata di questa opera. Naturalmente – ha rimarcato Falcomatà – abbiamo anche approfondito aspetti tecnici fondamentali per lavorare sul cronoprogramma degli interventi propedeutici all’avvio della progettazione e poi esecuzione lavori. Vogliamo ragionare da subito sull’utilizzo del museo del mare e quindi tutte queste fasi andranno di pari passo rispetto al processo gestionale. Intorno a opere strategiche di questa caratura – ha concluso – tante città nel mondo hanno costruito importanti e duraturi percorsi di crescita, pensiamo, solo per fare un esempio, a Bilbao e all’impatto generato dal Guggenheim Museum”.

Presenti in conferenza stampa anche l’assessore ai Lavori pubblici Giovanni Muraca, i progettisti Gianni Artuso e Filippo Innocenti, il dirigente comunale settore Lavori pubblici Demetrio Beatino e il rup Giuseppe Melchini.

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