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E’ guerra sul ‘green pass’, domani il Governo decide

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L'editoriale del direttore Nico Perrone per Dire Oggi
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ROMA – Le forze politiche, Confindustria e sindacati si azzuffano sul ‘green pass’, il certificato da mostrare per frequentare alcuni luoghi a rischio assembramento, che attesta l’avvenuta vaccinazione o la non positività covid.

La Lega e Fratelli d’Italia stanno alzando le barricate, non vogliono l’obbligatorietà e soprattutto che non riguardi tutti i luoghi. Nella presa di posizione dei leader del Centrodestra Salvini e Meloni, ancora non vaccinati, in molti vedono l’interesse ad intercettare il voto del popolo dei no vax, dei tanti indecisi o che hanno dubbi. Ma chi sono questi resistenti al vaccino?

Oggi la regina dei sondaggisti, Alessandra Ghisleri, ha fornito una mappa: “Comprende i molto ricchi e i molto poveri, ne fanno parte più donne che uomini, si concentra nella fascia d’età della popolazione tra i 25 e i 45 anni”. Vero che la stragrande maggioranza degli italiani ha deciso di vaccinarsi perché si è resa conto che questa è la strada per uscire dal rischio covid. Resta fuori un 15% della popolazione suddiviso in “un 6-9% di persone che si dichiara no-vax con condizione socio-economica elevata – ha sottolineato Ghisleri- a questi vanno aggiunti gli scettici che contano un 5-7%, gli indecisi, coloro che hanno intenzione di vaccinarsi ma non subito”.

Qui un altro dato significativo: “Gi scettici, a differenza dei no-vax, sono principalmente concentrati nelle classi socio-economiche più basse. In generale le donne sono più reticenti rispetto agli uomini e tra i no-vax sono la maggior parte”. 

Il premier Draghi domani tirerà una linea e deciderà quale strada seguire. Al momento, sembra prevalere la scelta di garantire alle attività di rimanere aperte anche con una risalita della curva epidemiologica, consentendo gli ingressi nei luoghi affollati soltanto a chi risulta immunizzato, guarito, oppure ha  effettuato un tampone.

Forte polemica ha suscitato la presa di posizione del presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, che vuole un green pass sui posti di lavoro con possibilità di sospendere lo stipendio per gli inadempienti. Nettamente contrari i sindacati. 

Da parte delle Regioni è arrivata una proposta pragmatica: “La Conferenza delle Regioni- ha detto il Presidente Massimiliano Fedriga- ha elaborato alcune proposte sull’uso del Green Pass in un’ottica positiva, ovvero per permettere la ripresa di attività fino ad oggi non consentite. Ad esempio grandi eventi sportivi e di spettacolo, discoteche, fiere e congressi. Inoltre abbiamo anche condiviso una proposta per la revisione degli indicatori delle zone di rischio, formulando l’ipotesi di portare, per la zona bianca, il limite massimo di occupazione dei posti letto in area medica al 30% e quello delle terapie intensive al 20%”.

Per il Presidente della Conferenza delle Regioni sono “proposte che facciamo al Governo, in un’ottica di collaborazione istituzionale, anche alla luce dell’attuale contesto epidemiologico – caratterizzato da un aumento dell’incidenza ma da una bassa occupazione dei posti letto ospedalieri – e dalla progressione intensa della campagna vaccinale”. 

Sul fronte politico, da registrare la dura presa di posizione di Fratelli d’Italia: “Siamo contro la proposta del governo Draghi di un green pass per partecipare alla vita sociale. E’ una follia, oltre che un danno economico al turismo ed alle imprese italiane già duramente colpiti dalla pandemia”, ha sottolineato Isabella Rauti, vicepresidente vicario del partito al Senato. 

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