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Wwf Napoli: “In città fotovoltaico fermo, Comune ne è responsabile”

A dichiararlo alla Dire la presidente Ornella Capezzuto al mercato della Canzanella a Fuorigrotta dove c'è il più grande impianto fotovoltaico di proprietà del Comune di Napoli
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NAPOLI -“È una situazione estremamente grave, ma anche demoralizzante. Napoli avrebbe 26 impianti fotovoltaici che potrebbero dare tanto alla città in termini di energia alternativa, ma in effetti non lo fanno. Noi al Comune diciamo di recuperare, la nuova amministrazione dovrebbe vedere di recuperare tutto il non fatto e il mal fatto: fate presto e inseritevi in questo grande movimento mondiale in cui noi associazioni pressiamo perché si faccia presto. La terra brucia e ad essere a rischio è la specie umana”. Così alla Dire Ornella Capezzuto, presidente Wwf Napoli, al mercato della Canzanella a Fuorigrotta dove c’è il più grande impianto fotovoltaico di proprietà del Comune di Napoli, nel presentare i primi risultati della richiesta di informazioni fatta al Comune per conoscere in che misura la città contribuisce, con i propri impianti solari, a ridurre le emissioni di anidride carbonica e a contrastare i cambiamenti climatici.

“Il Comune di Napoli – evidenzia – ha delle responsabilità specifiche per questa condizione, mentre in Italia non siamo così indietro, anzi nel campo delle rinnovabili, dell’efficientamento energetico siamo molto avanti. Tutto questo però non viene raccontato, anzi viene detto che si potrebbero perdere posti di lavoro: non è vero, il nuovo green deal dà tanti posti di lavoro. Bisogna convincere la gente e i politici a impegnarsi su questo, le aziende e l’industria sono più avanti. Tocca alla stampa darci un aiuto per veicolare il messaggio”.

Sulla base delle informazioni insufficienti fornite per soli 11 impianti, e non per gli altri 15 di cui si è persa traccia (citati invece in una precedente nota del Comune), si evince che – spiega il Wwf Napoli – il Comune non ha un ufficio che si occupa della gestione dei propri impianti solari, che Napoli è tra le poche città italiane che non ha un energy manager, obbligatorio in base alla legge 10/1991 e che, inoltre, alla richiesta di fornire informazioni sull’energia elettrica prodotta e sugli introiti generati, gli uffici rispondono fornendo stime teoriche di produzione o addirittura dati della potenza installata.

Per il Wwf cittadino “ci sono sufficienti elementi per affermare che i 26 impianti, non essendo gestiti da un ufficio specifico, non funzionano o operano solo parzialmente per una serie di possibili motivi: non sono stati allacciati alla rete elettrica, non sono stati adeguati, negli anni, alle norme indicate dal Gse e dall’Enel, non sono stati sostituiti componenti come gli inverter e moduli danneggiati, non è stata fatta la manutenzione minima di pulizia dei pannelli o di potatura di alberi che fanno ombra. Sullo stato dell’impianto di Fuorigrotta Marina de Angelis, vicepresidente e referente cambiamenti climatici del Wwf Napoli, parlando con la Dire puntualizza come “se si guarda lo stato di conservazione dei pannelli e delle pensiline dobbiamo presumere che non funzioni. Notizie certe dal Comune di Napoli, malgrado le nostre richieste, non ne abbiamo avute”.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

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