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Medicina estetica, l’esperto: “Boom con la pandemia, da moda a fenomeno culturale”

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L'intervista al professor Emanuele Bartoletti, presidente della Società Italiana di Medicina Estetica
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ROMA – Durante la pandemia la crescita della domanda di medicina estetica è stata esponenziale. Le ragioni sono da rintracciare nel fatto che queste terapie hanno rappresentato per molti italiani una valvola di sfogo durante questo periodo difficile, contraddistinto da isolamento e chiusure in casa. Una possibilità di ricominciare a prendersi cura di se stessi e di volersi bene. Di questo, delle novità presentate nel corso dell’ultimo congresso Sime ma anche di consigli utili per trattare la pelle stressata dalle mascherine l’agenzia di stampa Dire ne ha parlato con il professor Emanuele Bartoletti, presidente della Società Italiana di Medicina Estetica (SIME).

-Si è appena concluso il 42° congresso SIME. Quest’anno il leitmotiv sembra essere stato quello della ‘ricerca della bellezza come rimedio al lockdown e allo smart working’. Quali sono i numeri delle richieste di medicina estetica che la sua società ha registrato quest’anno?

“Abbiamo avuto una crescita nel numero di pazienti che si sono rivolti alla medicina estetica. Le ragioni che abbiamo rintracciato è che i pazienti stando a casa, in smart working e con le palestre chiuse hanno visto nella medicina estetica l’unica possibilità di prendersi cura di se stessi. La pandemia ha consentito di trasformare il concetto di medicina estetica da un fatto occasionale, da una ‘moda’ ad un fenomeno culturale. Questa pletora di nuovi pazienti che hanno avuto modo di approcciarsi ai medici Sime, in particolare che hanno una visione più completa rispetto alla media, hanno capito che la medicina estetica non è soltanto ‘punturine sul viso’ ma è un modo di prendersi cura del proprio aspetto a livello globale. Per questo il medico estetico aiuta a ‘gestirsi’ e ad invecchiare bene secondo un iter ben preciso che prevede: prevenzione, manutenzione e poi correzione”.

– Quali sono le terapie più richieste dagli italiani sia gli uomini che le donne? E quali sono i trattamenti più innovativi presentati durante il SIME, il Liquid lifting ad esempio?

“Vorrei fare una premessa, dal medico estetico non si va come al mercato pensando di richiedere una certa cosa. È corretto invece che il paziente venga prima sottoposto ad un check up di medicina estetica per fare una valutazione dello stato di salute. Lo specialista successivamente cercherà di capire se ci sono controindicazioni per le terapie che crede più opportune per quella persona e poi proporrà le terapie idonee per quel paziente. Qualche volta la valutazione coincide con quello che il paziente desidera o immaginava per se stesso, ma qualche volta questo non accade. Se il medico dice no ad un certo trattamento è perché non ne avete bisogno. È un concetto fondamentale da far comprendere alle persone. In particolare il Liquid lifting è una metodica attraverso la quale si cerca, con tecniche non invasive, di riposizionare il tessuti che con il tempo tendono a scivolare verso il basso. Per fare questo si usano piccole quantità di filler ma ben posizionate. Conoscere bene l’anatomia e inserire un po’ di filler nei punti dove ci sono i legamenti, che riportati in tensione riescono a risollevare i tessuti molli è ben diverso che ‘gonfiare’ il volto con quantità esagerate di prodotto. Questa è una metodica messa a punto negli ultimi anni che ora comincia a dare i suoi risultati”.

– Si è sentito parlare lungo tutto questo periodo di ‘mask acne’ ma anche dei segni che le mascherine, presidi fondamentali nella lotta al Covid, hanno asciato sulla cute. Quali sono gli accorgimenti, visto che siamo in estate, per coloro che continueranno a mantenerle all’aperto, dato che le alte temperature e l’afa che possono sensibilizzare ulteriormente la pelle?

“Le mascherine hanno dato tutta una serie di patologie a livello cutaneo come l’acne, detta ‘maskne‘ perché dovuta alla mascherina che non lascia respirare la pelle. Direi che bisogna stare attenti ad alleggerire molto la cosmetica perché l’umidità sempre presente, dovuta al ricircolo del respiro, all’interno della mascherina può portare a dei problemi cutanei. Se compaiono ad esempio piccole pustole sul viso è bene trattarle subito, anche con un gel antibiotico, prima che la situazione diventi troppo importante. Non usare creme con acido glicolico e retinoico cioè cosmeceutici almeno d’estate perché il sudore e la mascherina peggiorerebbero la situazione e poi perché d’estate queste sostanze non sono indicate e potrebbero irritare la pelle e far venire le macchie. È bene fare attenzione ma la mascherina va portata. E poi vorrei, anche in questa sede, fare appello affinché tutti aderiscano alla campagna vaccinale. Solo così possiamo uscire da questa situazione e tornare a rincontrarci di persona come a quest’ultimo Congresso”.

– Vuole anticiparci qualcosa del prossimo congresso Sime o è top secret?

“Mentre quest’anno il tema era focalizzato sulla qualità della produzione scientifica, l’anno prossimo il tema al centro sarà ‘colori, superfici e forme in medicina estetica’. L’idea è quella di fare il punto su quali devono essere gli obiettivi della medicina estetica soprattutto riferito ai riempitivi e a tutte le terapie fisiche come la radiofrequenza e il laser, solo per fare degli esempi, al fine di dare al paziente risultati sempre più naturali e sicuri”.

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