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I Giochi Olimpici del 2032 si terranno a Brisbane

I cinque cerchi torneranno dunque in Australia 32 anni dopo l'edizione di Sydney 2000
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ROMA – Sarà Brisbane a ospitare i Giochi Olimpici estivi del 2032. L’ufficialità dell’elezione è arrivata nel corso della 138esima sessione del Cio in corso a Tokyo, cui la città è arrivata da unica candidata. I cinque cerchi torneranno dunque in Australia 32 anni dopo l’edizione di Sydney 2000.

La candidatura di Brisbane è stata presentata ai membri del Cio dalla premier del Queensland, Annastacia Palaszczuk, dal ministro federale dello Sport, Richard Colbeck, e dal sindaco di Brisbane, Adrian Schrinner. Nella relazione Palaszczuk ha affermato che Brisbane e la regione offriranno al movimento olimpico “mani sicure” per i Giochi. “Ci impegniamo a creare un modello di successo con una esperienza a costi sostenibili, positiva per il clima, sicura e avvincente per il mondo intero”.

Con la decisione di oggi (72 voti favorevoli su 80 votanti, 5 contrari e tre astenuti/schede bianche) si chiudono dunque mesi di discussioni dettagliate avviate a fine febbraio per un progetto ritenuto affidabile, a partire dal concetto avanzato dei Giochi al masterplan delle possibili sedi, dall’alto livello di esperienza nell’organizzare eventi sportivi internazionali, dalla bontà delle infrastrutture e degli hotel fino al forte supporto delle istituzioni e dell’opinione pubblica.

“Il mio governo è orgoglioso di sostenere questa opportunità per Brisbane e il sud-est del Queensland”, le parole del primo ministro australiano, Scott Morrison, collegato tramite video con la sessione del Cio. “I due governi stanno finanziando completamente i progetti infrastrutturali da consegnare in preparazione dei Giochi, garantendo affinché siano pronti per Brisbane 2032 e per un’eredità duratura”.

La candidatura solitaria di Brisbane è stata a senso unico anche se a inizio giornata il direttore delle comunicazioni del Cio, Mark Adams, aveva cercato di dissimulare spiegando che l’assemblea avrebbe anche potuto rimettere la questione sul tavolo riaprendo le discussioni con altre città interessate. Così non è stato, il voto ha sancito l’affermazione della città australiana facendo partire lo spettacolo dei fuochi d’artificio sulle sponde dell’omonimo fiume.

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