Ue, Sileo (Istituto competitività): “Ora innovazione di lungo respiro”

Antonio Sileo, direttore dell'osservatorio sull'innovazione energetica dell'Istituto per la competitivita'
Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on email
Share on print

ROMA – “Misure come i bonus danno un aiuto immediato, ma non necessariamente contribuiscono a costruire qualcosa e poi non tengono conto dell’equita’, vengono distribuiti senza tener contro del reddito e del patrimonio. Ora invece c’e’ bisogno di un passo diverso, un piano d’innovazione di lungo respiro”. Lo dice Antonio Sileo, direttore dell’osservatorio sull’innovazione energetica dell’Istituto per la competitivita’.

Intervistato dall’agenzia Dire, Sileo osserva: “Ora dovremo ripartire con un passo innovativo ad ampio spettro, non solo tecnologico, ma anche dei comportamenti e delle norme, perche’ senza le giuste norme non si va da nessuna parte: pensate allo smart working, per esempio”.

Per Sileo “nell’ampio e variegato mondo dell’energia siamo di fronte a delle scelte e dei cambiamenti molto rapidi: si pensi al digitale, alla scelta che prima non c’era di accumulare energia, che e’ gia’ una rivoluzione”. E’ vero’ pero’, ammette, che “l’Italia nella brevettazione, sia tecnologica che energetica, e’ un po’ indietro”.

Quando si pensa all’innovazione energita, si pensa spesso alla mobilita’ sostenibile. Che non vuol dire “solo auto elettriche- precisa Sileo– perche’ anche i carburanti stanno evolvendo, si stanno innovando diventando sempre piu’ puliti e performanti dal punto di vista ecologico. Nei prossimi anni dobiamo aspettarci nuovi carburanti, come l’idrogeno o carburanti liquidi depurati dall’anidride carbonica. E’ un tema di medio termine, non dei prossimi anni, che pero’ impatterebbe sulla circolazione stradale”.

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on email
Share on print

Leggi anche:

21 Luglio 2020
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»