VIDEO | Cosa nostra e il traffico di droga, 15 arresti a Palermo

"Questa operazione ha dimostrato come la droga sia ancora una delle attività principali di Cosa nostra" afferma il Comandante provinciale dei carabinieri di Palermo Arturo Guarino
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PALERMO – Associazione finalizzata al traffico di droga e detenzione e vendita di droga, commessi con l’aggravante delle finalita’ mafiose. Sono le accuse rivolte dalla Direzione distrettuale antimafia di Palermo ai 15 arrestati nel blitz ‘Eride’ scattato questa mattina a Palermo. L’operazione, portata a termine dai carabinieri del Comando provinciale, ha colpito la famiglia mafiosa di corso Calatafimi, appartenente al mandamento Pagliarelli. L’inchiesta e’ diretta dal procuratore aggiunto Salvatore De Luca Alcuni degli elementi indiziari emersi nel corso delle indagini erano gia’ confluiti nel provvedimento di fermo emesso dalla Dda di Palermo ed eseguito il 4 dicembre 2018, con l’operazione ‘Cupola 2.0’ che aveva smantellato la nuova commissione provinciale di Cosa nostra, riunitasi per la prima volta il 29 maggio 2018. L’indagine di oggi costituisce una ulteriore fase di quegli sviluppi investigativi che avevano rivelato il coinvolgimento della mafia nel traffico e vendita al dettaglio di droga: i proventi dello spaccio confluivano nelle casse dell’organizzazione. Il territorio di spaccio era quello controllato dalla famiglia mafiosa di corso Calatafimi. Le cimici dei carabinieri hanno registrato un incontro, avvenuto nel febbraio del 2017, all’interno di un’agenzia di onoranze funebri, tra Filippo Annatelli, considerato dagli inquirenti “il reggente della famiglia”, e Salvatore Mirino, ritenuto “affiliato”. Nell’incontro si sarebbe deciso di estromettere i precedenti incaricati della gestione del traffico di droga in favore di Mirino. Secondo i carabinieri del Comando provinciale, quindi, la nuova struttura vedeva al vertice della famiglia Annatelli: questi “demandava la gestione operativa ad altri sodali, autorizzandone le iniziative di volta in volta prospettate, e manteneva i rapporti con le figure qualificate delle altre famiglie mafiose palermitane, intervenendo in prima persona in caso di frizioni”. Mirino ed Enrico Scalavino erano “deputati alla gestione operativa dei traffici e dello smercio della droga” e “fungevano da intermediari”. Giuseppe Massa, infine, detto ‘Chen’, e Ferdinando Giardina, erano i “responsabili della fornitura dello stupefacente ai pusher di livello inferiore” ed “erano incaricati anche della riscossione del denaro derivante dalla vendita della droga”. Scoperti dai carabinieri, inoltre, altri due summit nel marzo e nell’aprile del 2018, all’interno di una parrucchieria palermitana, presieduti da Annatelli, per cercare di eliminare delle incomprensioni sorte sullo spaccio della droga con le famiglie mafiose di Palermo Centro e Porta Nuova. Due incontri che secondo gli investigatori “si erano resi necessari per chiarire la persistenza di ottime relazioni tra i sodalizi” e per riaffermare “l’intenzione di continuare a collaborare” nel traffico di sostanze stupefacenti.

COMANDANTE CARABINIERI PALERMO: “DROGA TRA ATTIVITÀ PRINCIPALI DI COSA NOSTRA”

“Con questa operazione abbiamo dimostrato come il traffico di sostanze stupefacenti sia ancora una delle attivita’ principali di Cosa nostra per garantirsi l’afflusso di denaro per la gestione delle attivita’ della compagine criminale”. Ad affermarlo e’ Arturo Guarino, Comandante provinciale dei carabinieri di Palermo, commentando il blitz antimafia ‘Eride’ che ha portato a 15 arresti nel capoluogo siciliano. “Dimostrati anche i rapporti tra vari mandamenti della citta’ per l’organizzazione e la gestione del traffico”, conclude Guarino. 
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21 Luglio 2020
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