Dilemma sul congresso del Pd: la lite sui social tra Gori e Orlando

Il sindaco di Bergamo, Giorgio Gori, torna a chiedere un'assemblea in tempi rapidi, contrari Andrea Orlando e Goffredo Bettini
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ROMA –  Si apre su twitter e sui giornali la discussione nel Pd sul prossimo congresso. Il sindaco di Bergamo Giorgio Gori dalle pagine di Repubblica torna a chiedere un assise in tempi rapidi, perche’, dice, “serve un cambio di marcia con un Pd non piu’ “accondiscendente” verso gli alleati 5 Stelle e ministri Dem in ruoli chiave nell’esecutivo”. Il congresso va fatto subito perche’ “in autunno potrebbe essere troppo tardi per salvare il Paese“. La risposta arriva dal vicesegretario dem Andrea Orlando su twitter. Orlando ironizza: “È scritto nei manuali. Se dopo una pandemia (forse non ancora conclusa) nel pieno di una crisi economica e dopo due scissioni un partito riesce quasi a raggiungere la principale forza avversaria la cosa migliore da fare e’ una discussione su un congresso che non c’e'”. Cinguettio rubricato sotto l’hashtag “astuzia”. Anche Goffredo Bettini, come Gori dalle colonne del quotidiani diretto da Maurizio Molinari, ha mosso critiche al tempismo con cui Gori chiede l’assise. “Il gruppo dirigente del Pd mai stato coeso come ora. Invece Gori, all’improvviso, ha posto la questione assai destabilizzante di una presunta insufficienza di Zingaretti. Tutto legittimo. Ma c’e’ un’evidente ingenuita’ rispetto ai tempi che ha scelto: siamo nel mezzo di una fase drammatica e al tempo stesso non priva di possibilita’ di riscatto”. Per Bettini “c’e’ anche una gigantesca questione di merito: Zingaretti ha preso il Pd con i sondaggi al 15%, diviso, senza linea politica e antipatico alla gran parte degli italiani. Lo ha unito, rafforzato elettoralmente e ne ha fatto il pilastro di un governo che ha emarginato la destra sovranista e affrontato finora la pandemia con dignita’ e serieta’”.

Il primo cittadino di Bergamo ribadisce la sua posizione, a partire da un’analisi molto meno soddisfatta di quella che traccia Bettini. “L’ultimo sondaggio SWG da’ il Pd al 19%, 4 punti sotto le Europee, al livello del disastroso risultato del marzo 2018, il peggiore di sempre. Nel frattempo la destra si e’ rimescolata (ma e’ sempre vicina al 50%). I 5Stelle si sono dimezzati. Ma il Pd non ha guadagnato nulla. Vedi tu”, dice in calce al tweet di Orlando. Passano pochi minuti ed e’ nuovamente il vicesegretario a prendere la parola sul social network, evocando il tema delle scissioni. “Comunque vedrai dopo questo dibattito aperto cosi'(c’e’ stata una direzione pochi giorni fa) e in questo momento (nel pieno della manovra economica piu’ difficile della storia recente) che balzo in avanti!”, dice al compagno di partito. Lo scambio e’ evidentemente destinato a continuare. Intanto alimenta un vivace dibattito anche tra i followers dei due schieramenti, quello della maggioranza dem che fa capo a Orlando e Zingaretti e gli ex renziani di Base riformista. Alberto Tognarelli fa notare “per onesta’ intellettuale” che se il Pd “riesce quasi a raggiungere la principale forza avversaria e’ perche’ quest’ultima ha perso consensi, non perche’ quel partito ne ha guadagnati”. Chris, invece, la mette sul personale e tira in ballo il passato di produttore tv di Gori. “Perche’ un milionario che ha contribuito a rincoglionire gli italiani – producendo programmi televisivi stupidi – e’ nel PD? L’ unico dibattito aperto dovrebbe girare intorno a questa domanda”.

 

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21 Giugno 2020
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