Ue, Conte: “Non vado con il cappello in mano”. Salvini: “Procedura sarebbe attacco politico”

Conte è convinto di poter evitare la procedura di infrazione. E dice: "Italia non ha niente da farsi scusare"
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

ROMA – “Quando io mi muovo, non per ragioni personali ma istituzionali, rappresento l’Italia, una potenza del G7 e ne sono orgoglioso. Chi mi ha incontrato può testimoniare che non ho mai avuto l’atteggiamento di chi ha il cappello in mano. Io non mi presento a Bruxelles con il cappello in mano, l’Italia non ha nulla di cui farsi scusare“. Così il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, in conferenza stampa dopo il Consiglio europeo.

SALVINI: APERTURA PROCEDURA SAREBBE ATTACCO POLITICO

Se l’Ue aprisse la procedura di infrazione contro l’Italia “sarebbe un attacco politico fondato su antipatia e non su dati economici”. Lo ha detto Matteo Salvini, parlando a Milano a margine del Festival del lavoro.

“Evitarla ma non a ogni costo”

“Siamo tutti d’accordo nel voler evitare la procedura di infrazione, ma non a ogni costo”. Lo dice il ministro dell’Interno Matteo Salvini, parlando al Festival del Lavoro a Milano. “Non possiamo dare carta bianca su altri fronti come sul Meccanismo salva stati che per noi sarebbe una fregatura colossale”, spiega.

CONTE: “CONFIDO DI POTER EVITARE PROCEDURA”

“La situazione è difficile. Dobbiamo riuscire ad evitarla. Ho già dimostrato di esser un tipo molto determinato, anche proprio con le procedure di infrazione e continuerò a dimostrarlo, confido davvero di poterla evitare, è una situazione difficile ma confido nel fair play di tutti quelli che si siedono attorno a un tavolo e quindi confido nella soluzione positiva”, aveva detto Conte in mattinata arrivando alla seconda giornata del Consiglio europeo.

A chi gli chiede se ci sarà una soluzione punitiva per l’Italia, Conte risponde: “Assolutamente no. Qui non c’è nessuno da punire, qui c’è da rispettare tutti coloro che si siedono attorno a un tavolo. Il premier ha ricordato che i lavori sono continuati “fino alle 4 del mattino. Ci sono stati vertici informali con Merkel, con Macron, con il premier del Lussemburgo Bettel. Si lavora anche nelle sedi piu’ informali per cercare di trovare una soluzione per quanto riguarda le procedure e le nomine dei vertici. Continueremo a lavorarci anche al vertice del G20 Osaka e formalmente ci troveremo il 30 alle ore 18 qui a Bruxelles per il prossimo Consiglio europeo. In questi scambi l’Italia ha un rilievo centrale anche se non sempre alcuni italiani se ne rendono conto”.

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Leggi anche:

21 Giugno 2019
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»