BARI – “Chiuso perché il Comune non vuole più farci lavorare. Lutto orecchiette”: è la singolare protesta andata in scena da ieri, martedì 20 maggio, in uno degli angoli più caratteristici di Bari Vecchia. Le pastaie infatti hanno abbandonato le loro postazioni e il matterello in uno “sciopero” di protesta contro l’ondata di multe ricevute di recente per l’occupazione abusiva di suolo pubblico. Sotto l’Arco Basso, noto come appunto “la via delle orecchiette”, dalla mattina di ieri è apparsa una spianatoia in legno con un cumulo di farina di grano. Accanto un essiccatore per alimenti su cui era appoggiata la scritta: che segnalava la sospensione delle attività e si puntava il dito contro l’amministrazione.
I MOTIVI DELLA PROTESTA
Niente preparazione delle orecchiette per 24 ore: neppure questa mattina infatti le pastaie si sono rimesse all’opera, con il grande rammarico dei turisti venuti apposta per ammirarle e fare acquisti. Come riportano i media locali, la decisione di fermare i mattarelli è dovuta a una serie di imposizioni calate dall’alto sulle signore delle orecchiette, come l’obbligo di frequentare il corso Haccp per la sicurezza alimentare. Ma i malumori sono iniziati molto prima, dopo l’inchiesta delle “orecchiette gate” dello scorso autunno, in cui sono state coinvolte alcune pastaie storiche, accusate di truffare i turisti spacciando per orecchiette “homemade” prodotti industriali. Infine, ultimo fattore in ordine di tempo, l’arrivo di multe da 5 mila euro fatte dalla Guardia di finanza per l’occupazione del suolo pubblico. “Noi vogliamo regolarizzare tutto, ma abbiamo bisogno di qualcuno che ci dica cosa e come fare”, si giustificano alla stampa locale le signore delle orecchiette.
ALLA FINE “PACE FATTA”CON L’AMMINISTRAZIONE
Nel pomeriggio di oggi, il lieto annuncio: il lutto delle orecchiette viene interrotto e le pastaie, tra cui la capofila Nunzia Caputo, tornano ai loro posti. Dopo una visita dell’assessore locale Pietro Petruzzelli, con deleghe a turismo e sviluppo economico, sono arrivati infatti segnali di distensione tra le parti e i “telai” ripartono. Per la gioia dei turisti che possono portarsi a casa le fatidiche orecchiette. L’assessore, intervistato da TeleBari, spiega che la sanzione riguarda esclusivamente la vendita di prodotto industriale che contrasta contro l’autenticità e l’immagine di quello artigianale. E raccomanda alle pastaie di attenersi a un’occupazione del suolo ‘contenuta’, senza esagerazioni.




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