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Covid, Lancet: “In Africa mortalità casi grave è più alta, al 48,2%”

Secondo la rivista scientifica è possibile che "non ci siano livelli di test diagnostici adeguati con la conseguenza sottostima dei decessi da Covid-19"
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ROMA – La mortalità dei malati gravi di Covid-19 raggiunge in Africa un tasso del 48,2 per cento, il più alto al mondo: il dato è contenuto in una ricerca internazionale rilanciata oggi dalla rivista scientifica The Lancet.

Secondo gli esperti, autori dell’African Covid-19 Critical Care Outcomes Study (Acccos) sulla base dell’osservazione di 3.140 pazienti in diversi Paesi del continente, a contribuire sono anche la contestuale diffusione del virus dell’hiv e dell’aids e i ritardi negli accessi alle unità di terapia intensiva. Un altro elemento evidenziato è la generale carenza di personale specializzato e delle strutture ospedaliere.

Secondo la ricerca, il Covid-19 è la quarantunesima causa di morte in Africa, molto dietro rispetto ad esempio alla malaria, mentre a livello mondiale è la dodicesima. Rispetto alla ragioni dei numeri di decessi assoluti accertati, che in Africa sono inferiori rispetto alle regioni del mondo più industrializzate, nell’articolo su The Lancet si sottolinea l’esigenza di fare “chiarezza”. “Una delle possibilità – si legge nel testo – è che non ci siano livelli di test diagnostici adeguati con la conseguenza sottostima dei decessi da Covid-19 che avvengono sia negli ospedali che fuori”.

A oggi le morti accertate per nuovo coronavirus in Africa sono state oltre 127mila. Nel mondo il dato è di oltre 3 milioni e 430mila.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

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