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Arrestato per corruzione Franco Landella, il sindaco dimissionario di Foggia

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BARI – È agli arresti domiciliari il sindaco dimissionario di Foggia, il leghista Franco Landella, raggiunto questa mattina da una ordinanza emessa dal gip del Tribunale di Foggia assieme ad altre quattro persone. Tutti sono considerati responsabili a vario titolo di corruzione e tentata concussione. Il provvedimento si inserisce nell’ambito dell’inchiesta condotta dagli agenti della polizia di Foggia e dagli uomini del Servizio centrale operativo e coordinata dalla procura di Foggia. Per Daniela Di Donna, moglie di Landella, è scattata una misura interdittiva dai pubblici uffici. Di Donna lavora per il Comune di Foggia e nei giorni scorsi ha ottenuto un trasferimento di ufficio lasciando l’ufficio di Gabinetto.

Coinvolti nell’inchiesta ci sono anche l’ex presidente del Consiglio comunale, Leonardo Iaccarino (agli arresti domiciliari dal 30 aprile scorso per i reati di corruzione, tentata induzione indebita e peculato) e un imprenditore edile. L’accusa di tentata concussione contestata a Landella coinvolgerebbe un imprenditore del settore dell’illuminazione pubblica.

“Io mi auguro che prosegua la collaborazione di chi è coinvolto a vario titolo anche come persona offesa ma anche di chi sa e deve contribuire a far emergere la verità”. Il procuratore capo di Foggia, Ludovico Vaccaro, lo dice senza mezzi termini e lancia l’appello a chiunque sappia perché “ci sono vicende che meritano approfondimenti: chi sa parli, denunci e testimoni”. Il riferimento è alle indagini che oggi hanno fatto finire agli arresti domiciliari il sindaco dimissionario di Foggia, il leghista Franco Landella, accusato di corruzione e tentata concussione. Con lui due consiglieri comunali e un imprenditore locale mentre è stata applicata la misura interdittiva della sospensione dall’esercizio del pubblico ufficio nei confronti della moglie del sindaco dimissionario. Sono accusati di corruzione e Landella anche di tentata concussione.

TANGENTI PAGATE PER AVERE APPALTI, PROCURATORE: “CHI SA PARLI, DENUNCI E TESTIMONI”

“Non possiamo dire molto perché ci sono indagini ancora in corso quindi ci atterremo ai fatti. In questa fase le parole vanno misurate. Possiamo riferire fatti e fonti di prova nell’ottica del principio della presunzione di non colpevolezza”, continua il procuratore spiegando che “avevamo chiesto la custodia in carcere ma il gip ha graduato le richieste per tutti i cinque indagati disponendo i domiciliari e confermando i gravi indizi di colpevolezza”. Gli episodi che riguardano l’esponente della Lega sono due. Il primo è relativo alla tentata concussione “con la richiesta di una rilevante somma di denaro prima pari a 500mila euro poi 300 mila fatta a Luca Azzariti di ‘GIone’ società interessata a subentrate nel project financing di adeguamento e riqualificazione della pubblica illuminazione”, chiarisce il procuratore sottolineando che l’appalto da 53 milioni di euro è “atteso dal 2016 ma siamo nel 2021 e non è stato ancora realizzato”. “Le fonti di prova – continua Vaccaro – sono le dichiarazioni di Azzariti come persona offesa e la registrazione di un suo colloquio con il sindaco in cui Landella dice che può mandare tutto all’aria. A questo si aggiunge anche un colloquio registrato tra Azzariti e Iaccarino acquisito durante precedenti operazioni e le dichiarazioni rese dallo stesso Iaccarino”.
Leonardo Iaccarino, ex presidente del Consiglio comunale è agli arresti domiciliari dal 30 aprile scorso per corruzione, tentata induzione indebita e peculato.

“A confermare l’ipotesi della tangente ci sono le dichiarazioni del referente della società precedente del project financing che conferma l’ipotesi tangente perché non sia ostacolato l’affare e le intercettazioni ambientali e telefoniche”, dice Vaccaro che passa poi al secondo capo di imputazione ovvero la corruzione che vede coinvolti “i cinque indagati raggiunti oggi da provvedimento cautelare e altre persone”. “Dall’attività investigativa è emerso che il sindaco avrebbe ricevuto dall’imprenditore locale la cifra di almeno 32mila euro per il voto favorevole alla delibera per la proroga del programma di riqualificazione urbana cui era interessata la Raffaele Tonti della Coer srl. Dalle indagini è inoltre emerso che parte della somma corrisposta è stata poi consegnata dalla moglie di Landella, agli altri consiglieri comunali indagati”, riferisce Vaccaro aggiungendo che “abbiamo una pluralità di dichiarazioni auto accusatorie ed etero accusatorie di Iaccarino, abbiamo suoi colloqui in cui parla della vicenda non sapendo di esser intercettato e che hanno riguardato conversazioni tra lui Capotosto e Iacovangelo”. Inoltre, c’è stato “un incontro il 15 agosto 2020 tra Tonti e Landella proprio quando diventa esecutiva la proroga con l’approvazione della delibera”. Vaccaro ha ringraziato “la riservatezza e l’impegno dei colleghi e degli investigatori”, ricordando che “noi lavoriamo mai contro qualcuno ma per il bene del territorio affinché la collettività senta dovere di partecipare alla verita perché giustizia e legalità sono un bene di tutti”.

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