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VIDEO | Sciopero braccianti, flash-mob a Napoli: “Basta sanatorie truffa”

Movimento migranti e rifugiati e Potere al Popolo hanno manifestato contro la 'regolarizzazione a tempo' prevista nel decreto Rilancio
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NAPOLI – Anche Napoli aderisce allo sciopero nazionale dei braccianti indetto dall’Usb contro la regolarizzazione a tempo dei migranti prevista nel decreto Rilancio. Movimento migranti e rifugiati e Potere al Popolo hanno sfilato da piazza Municipio fino al vicino supermercato Sole 365 dietro a uno striscione con la scritta “basta sanatorie truffa”, solidarizzando con i lavoratori agricoli in protesta contro la recente misura decisa dal governo e chiedendo un permesso di soggiorno per tutti i migranti “per emergere dal lavoro nero e ottenere diritti fondamentali per ogni uomo e ogni donna”.

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L’intento degli attivisti era quello di distribuire ai clienti del supermarket di via Incoronata dei volantini per sensibilizzare i consumatori sulla condizione di sfruttamento dei braccianti, catena di sfruttamento che parte proprio dalle strategie di marketing della grande distribuzione. La richiesta di consegna dei volantini avanzata da Pap non e’ pero’ stata accettata dalla direzione del Sole 365. Alla grande distribuzione si chiede di “pubblicare nei cartellini dei costi non solo il prezzo di vendita ma anche il prezzo pagato al produttore. Cosi’ i grandi gruppi saranno costretti a dire la verita’ e avremo fatto un primo passo per garantire condizioni di lavoro e di vita migliori per tutti”. “Mentre i braccianti continuano a essere sfruttati con paghe misere e condizioni abitative indegne – sostiene Potere al Popolo – nei supermercati i prezzi di frutta e verdura, e cosi’ anche i profitti, aumentano, mentre i salari di cassiere e magazzinieri restano bassi e le condizioni di lavoro difficili”. Il problema dello sfruttamento nella filiera agroalimentare “parte dall’imposizione dei prezzi che la grande distribuzione impone a piccoli produttori. Alla fine della filiera – spiega alla Dire Chiara Capretti di Potere al Popolo – ci sono i braccianti, i piu’ sfruttati. Questa imposizione di prezzi cosi’ bassi non permette di tutelare i lavoratori. Allora, il messaggio che noi mandiamo a chi fa le file ai supermercati e’ di rinunciare a fare la spesa in questi luoghi“. Pap sostiene che occorra anche “tassare la grande distribuzione, visti i profitti fatti in questi mesi e le responsabilita’ enormi che hanno, al contempo, rispetto alle condizioni di vita nei ghetti dei braccianti e al loro sfruttamento nei campi”.

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