Roma, il 22 maggio a Villa Sordi Afron festeggia nove anni di storia per l’Africa

Le grandi battaglie in Uganda: contro il linfoma di burkitt e tumore cervice uterina
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

ROMA – Villa Sordi, domani, mercoledi 22 maggio alle 20, apre le porte alla solidarietà. E’ cosi’ che Afron, oncologia per l’Africa onlus, festeggia con un evento di beneficenza i suoi nove anni di storia. Un compleanno che conta oltre 16.000 visite ginecologiche e senologiche gratuite, la diffusione e sensibilizzazione sulla conoscenza del cancro ad oltre 600.000 persone in Uganda e ora anche in Rwanda. Oggi la onlus può contare su 31 soci oltre ai volontari, tutti attivi, che contribuiscono in maniera concreta a perseguire l’importante finalità dell’associazione: prevenire il cancro in Africa e portare un sostegno reale alle donne e ai bambini colpiti da patologie tumorali. Villa Sordi viene concessa per l’evento a titolo esclusivo dalla Fondazione Museo Alberto Sordi.

IL PROGRAMMA DELLA SERATA

La serata inizierà alle 20 con un cocktail di benvenuto e sarà proiettato il celebre film “Riusciranno i nostri eroi a ritrovare l’amico misteriosamente scomparso in Africa?”, interpretato da Sordi insieme a Nino Manfredi. Ospiti d’onore della serata saranno la moglie di Nino, Signora Erminia Ferrari e il figlio Luca.

I PROGETTI REALIZZATI

Il 2018 e questo 2019 per Afron sono passati tra missioni in Uganda per i progetti di prevenzione e sensibilizzazione oncologica, eventi di raccolta fondi organizzati in Italia, conferenze scolastiche per raccontare la nostra esperienza ai più giovani e importanti riconoscimenti. La presidente di Afron, Titti Andriani, ha avuto il riconoscimento della Golden Jubilee Medal, conferita per l’impegno civile in Uganda dal presidente Yoweri Kaguta Museveni, durante le celebrazioni per il 56° anniversario dell’indipendenza del Paese. A seguire, lo scorso marzo è stata insignita dal Presidente Mattarella ‘Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana’ per la professionalità e l’umanità con cui lotta contro il cancro nei Paesi africani.

In questi nove anni sono state strette relazioni importanti con le istituzioni diplomatiche e sanitarie locali per le quali Afron è diventata un riferimento. Oltre all’ambasciata italiana in Uganda, Afron lavora in maniera costante con il Lacor Hospital nel nord del Paese, dove è in corso un programma triennale per implementare i programmi di prevenzione e cura dei tumori infantili e femminili. Un’altra importante partnership- continua l’associazione- è quella iniziata nel 2013 con le UWOCASO- Uganda Women’s Cancer Support Organization. Afron è Life Member dell’Uganda Child Cancer Foundation, con la quale è in corso da anni il progetto 3C – Children Caring About Cancer, finanziato dalla Chiesa Valdese, che permette di coinvolgere anche le giovani generazioni ugandesi nella lotta al cancro. Proprio ai bambini- ricorda la nota- è rivolto il nostro impegno nel progetto ABLE plus– Awareness on Burkitt Limphoma Eradication- che continua nel solco tracciato dal progetto originario ABLE, la cui conferenza di chiusura si è svolta lo scorso febbraio e dove sono stati presentati i risultati ottenuti. Il progetto ABLE, condotto con il partner Soleterre- Strategie di Pace Foundation, il Lacor Hospital di Gulu e sostenuto dall’Associazione ALCLI Giorgio e Silvia di Rieti, ha portato alla guarigione di 15 dei 33 bambini inseriti nel progetto. Per nove di loro abbiamo la forte speranza di sopravvivenza grazie alle cure oncologiche ancora in corso. Per nove piccoli pazienti, purtroppo, non abbiamo potuto far nulla. Il ritardo con cui hanno ricevuto la diagnosi è stato per loro fatale. La diagnosi precoce è una delle principali battaglie- spiega ancora la nota- che Afron cerca di combattere attraverso le campagne di sensibilizzazione condotte in Uganda, battaglie che hanno visto ridursi la percentuale di mortalità del linfoma di Burkitt dal 47,05% nel 2016 al 27,27% nel 2018. Il Linfoma di Burkitt è un tumore infantile che colpisce tra i 175 e i 250 mila bambini al mondo ogni anno. Nel mondo occidentale, dove la malattia è diagnosticata per tempo, il tasso di sopravvivenza è altissimo, circa l’80% dei bambini riesce a guarire. In paesi a basso reddito come l’Uganda solo il 30% dei piccoli pazienti supera la malattia. Anche per le malattie tumorali femminili la statistica è altrettanto impietosa. Il cancro della cervice uterina- continua il comunicato- è il più diffuso e colpisce 46 donne su 100.000 donne; di queste ne muoiono circa 30, ovvero l’80%. Il cancro della mammella ha una sopravvivenza del 54% a 5 anni, questo significa che in Uganda la metà delle donne colpite da questo tipo di tumore muore, mentre in Italia la sopravvivenza a 5 anni è arrivata all’86%.

LA STORIA DI AFRON

Afron nasce nel 2010, esattamente il 10 maggio, fondata da un gruppo di medici specialisti dell’Istituto dei Tumori di Roma “Regina Elena” sensibili all’allarme lanciato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità: se non si interverrà tempestivamente con opportuni programmi di prevenzione e cura, l’Africa si troverà ad affrontare, entro il 2020, 13 milioni di nuovi casi di cancro e circa 1 milione di decessi l’anno. Afron ha deciso che non si poteva rimanere immobili e- conclude la nota- da nove anni combatte su quattro fronti: formazione del personale locale; sensibilizzazione sulla malattia e sul valore della prevenzione; screening ginecologico e senologico; trattamento delle lesioni precancerose e cancerose con assistenza psicosociale al paziente.

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Leggi anche:

21 Maggio 2019
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»