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Giorgetti fuori dal Governo? Magari anche Tria… M5S aspetta per brindare

L'editoriale di Nico Perrone, direttore dell'Agenzia di Stampa Dire, per DireOggi
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ROMA – Pochi giorni e si vota. M5S e Lega si preparano a giocare una doppia carta per prendere consensi: il decreto ‘supersicurezza’ di Salvini, quello sugli aiuti alle famiglie, che vuole Di Maio. Sul decreto sicurezza ci sono aspetti critici che vanno risolti, mentre sul miliardo da dare ai genitori per pannolini, baby sitter e aiuti vari, ancora una volta il ministro Giovanni Tria ha detto che non ci sono i soldi, facendo infuriare non poco Di Maio e tutto il Movimento.

Un rapporto teso, tra ‘grillini’ e Tria, che con gli scossoni del dopo voto è destinato a incrinarsi sempre più. E se anche Tria, dopo Giorgetti, deciderà di salutare la compagnia, il M5S farebbe tombola: fuori 2 indigesti. I due provvedimenti, sottolineano fonti qualificate, «arriveranno presto all’approvazione».

Per il M5S, infatti, il Decreto Famiglia è strategico per la sua carica pro Chiesa e contro il modello che si è visto al Congresso di Verona fortemente sponsorizzato da Capitan Salvini. «Siamo noi che andiamo incontro alla richieste di Papa Francesco- sottolineano dal M5S- noi che aiutiamo concretamente tutte le famiglie, non quelle oltranziste che appoggiano la Lega. Noi vogliamo essere un partito moderato, che dialoga con la Chiesa e magari diventare loro punto di riferimento».

Cresce l’attenzione per il dibattito che si è aperto dentro il mondo cattolico, con la richiesta in campo – ne ha parlato anche Papa Francesco – di arrivare ad un Sinodo italiano dedicato ai cattolici e la loro rappresentanza politica.

Per quanto riguarda le prossime elezioni, il cavallo lumbard corre per il 28, quello del ‘grillo’ si piazza attorno al 24-25 inseguito da ‘Zing’ al 22. Silvio? Non pervenuto. Tra Lega e M5S è comunque lotta continua. A quanto si apprende, infatti, nel Movimento si stanno attenzionando le enormi spese settimanali che la Lega di Salvini sta mettendo sui social.

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