Zte sceglie Roma: aperto il primo laboratorio di cybersecurity in Europa

"Il Governo italiano è molto sensibile al tema della sicurezza cibernetica e nazionale", ha detto Angelo Tofalo, sottosegretario della Difesa con delega alla Cybersecurity
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ROMA – La ZTE Corporation, uno dei principali player al mondo per soluzioni di telecomunicazioni, enterprise e consumer technology per internet mobile, ha scelto Roma per l’apertura del suo primo laboratorio di cybersecurity in Europa. Inaugurato oggi, il laboratorio ha l’obiettivo di aiutare l’industria ICT a difendersi dalle minacce alla sicurezza informatica con l’elaborazione di prodotti e servizi di sicurezza end-to-end integrando analisi e controlli di sicurezza per promuovere la trasparenza e rafforzare la fiducia reciproca tra gli utenti e i player del mercato.

Al taglio di nastro dei locali in via Laurentina 455 hanno partecipato tra gli altri Angelo Tofalo, sottosegretario della Difesa con delega alla Cybersecurity, Flavia Marzano, assessore capitolino alla Roma semblice, Li Bin, ministro consigliere dell’Ambasciata cinese, Zhong Hong, chief security officer di ZTE e Hu Kun, presidente ZTE Western Europe e amministratore delegato di Zte Italia.

Il laboratorio di cybersecurity mira a fornire al clienti globali, ai regolatori e ad altre parti interessate servizi di valutazione della sicurezza e audit, come la revisione del codice sorgente sui prodotti Zte, tra cui 4G e 5G, audit della progettazione della sicurezza, revisione dei documenti procedurali, test della scatola nera e test di penetrazione. Il laboratorio di cybersecurity, inoltre, è una piattaforma di cooperazione e di ricerca che consente al settore ICT globale di condurre approfondite ricerche e analisi nel campo della sicurezza. L’azienda collaborerà poi con le organizzazioni di sicurezza di livello mondiale per condurre congiuntamente la valutazione della sicurezza, la certificazione, la formazione e la consulenza. 

ZTE, ha spiegato Kun, ad dell’azienda per l’Italia, “ha già investito 500 milioni di euro in Italia in cinque anni, di cui 20 milioni solo per i tre laboratori di cui quello romano rappresenta il primo in Europa per quanto riguarda la cybersecurity: i primi di giugno aprirà a Bruxelles mentre un altro è stato realizzato in Cina“. Come ha sottolineato Hong “ci stiamo impegnando per costruire diversi laboratori nel mondo e questa è la prima tappa in Europa, il prossimo sarà in Belgio. La nostra missione come ZTE per la cybersecurity è integrare sicurezza e fiducia attraverso la trasparenza, e il laboratorio di sicurezza rappresenta una piattaforma aperta e cooperativa per il settore”. 

ZTE, ha spiegato il responsabile del comparto sicurezza, “prevede di raggiungere gradualmente gli obiettivi di sicurezza informatica attraverso tre fasi: in primo luogo soddisfare i requisiti delle leggi sulla cybersecurity, regolamenti e standard di settore, nonché sistemi di certificazione; in secondo luogo, condurre un dialogo aperto per migliorare la trasparenza e instaurare una cooperazione con i clienti e le agenzie di regolamentazione; terzo, sostenendo il meccanismo di cooperazione aperta per contribuire alla standardizzazione della cybersicurezza“. 

Per Tofalo, “il potenziamento puntuale del dominio cibernetico avviene in simbiosi con la Presidenza del Consiglio dei ministri, i ministeri strategici e le agenzie ed enti dedicati. Il Governo è molto sensibile al tema della sicurezza cibernetica e nazionale, è doveroso collaborare e condividere la sfida attuale e futura della nuova società digitale per affrontare le nuove minacce anche riguardo al terrorismo internazionale, che utilizza anche il dominio cibernetico per diffondersi. Per noi- ha concluso il sottosegretario- è una gioia che ZTE abbia scelto l’Italia come primo Paese europeo per aprire un laboratorio di questo tipo, creando una porta tramite cui il Governo può rafforzare la collaborazione con gli attori globali”.

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21 Maggio 2019
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