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Cooperazione, Giro: “La Mesopotamia è parte della nostra identità”

ROMA - La storia degli antichi popoli della Mesopotamia "e' anche la nostra storia e fa parte della
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ROMA – La storia degli antichi popoli della Mesopotamia “e’ anche la nostra storia e fa parte della nostra identita’ mediterranea, cosi’ complessa e a volte difficile da districare. Ma non c’e’ mai niente di semplice nella cultura”. Il viceministro agli Affari esteri con delega alla Cooperazione internazionale Mario Giro ne e’ certo: per affrontare le sfide poste dalla globalizzazione, bisogna passare anche attraverso la comprensione della cultura. Tale visione e’ emersa nel corso del suo intervento di ieri al museo Maxxi di Roma, che ha ospitato ‘Archeologia di un sogno: l’impegno dell’Italia nella difesa e salvaguardia del patrimonio culturale internazionale’, evento di chiusura della mostra ‘Rinascere dalla bellezza. La piu’ grande storia mai scritta sulla sabbia’.

Un percorso multimediale – aperto il l7 maggio scorso, e che si concludera’ domani – volto a illustrare il lavoro della Cooperazione italiana allo sviluppo nei principali siti archeologici dell’Iraq. Laggiu’, nonostante il paese non sia ancora del tutto pacificato, “il lavoro va avanti, anche se naturalmente non e’ semplice“, ha spiegato Daniele Morandi Bonaccosi, docente dell’Universita’ di Udine e a capo della Missione archeologica italiana in Assiria (Maia). Tuttavia, ha assicurato l’archeologo, “le condizioni di sicurezza sono garantite, soprattutto nelI’Iraq settentrionale, ossia nel Kurdistan iracheno, che e’ diventato uno dei poli di attrazione della ricerca archeologica sul campo, dopo che la vicina Siria – che ne ospitava diversi – ne ha deciso la chiusura a causa della guerra civile, a partire dal 2011″.

L’Iraq quindi si sta affermando sempre di piu’ come punto strategico della politica estera italiana, attraverso le diverse attivita’ di tutela e valorizzazione del patrimonio culturale. Grazie a questo “evidente impegno”, l’Agenzia italiana allo sviluppo e’ anche percepita dalle autorita’ irachene “come un partner fondamentale”, ha concluso Morandi Bonacossi. Le attivita’ dell’Agenzia in Iraq si articolano in diverse missioni, che puntano non solo alla salvaguardia dei beni archeologici danneggiati dai conflitti armati – e in particolare dai violenti attacchi dello Stato islamico – ma puntano anche a proseguire le attivita’ di scavo e non ultimo a formare il personale locale.

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