PALERMO – Un tavolo per chiedere la convocazione degli stati generali della pesca e fissare un prezzo massimo del gasolio per le imbarcazioni. Questa la richiesta della Federazione armatori siciliani che ha inviato una lettera alla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. La Federazione attende notizie dal governo “entro il 26 aprile“, dice il presidente Alfio Fabio Micalizzi, che alla Dire conferma l’intenzione degli armatori di “bloccare lo Stretto di Messina per l’1 maggio se non dovessero arrivare comunicazioni dal governo nazionale“.
Micalizzi spiega: “In Sicilia un litro di gasolio per le imbarcazioni arriva a costare anche 1,60 euro. A queste condizioni le barche non possono andare in mare. Il comparto sta morendo per colpa di una crisi assurda generata da questa folle guerra”. Micalizzi poi annuncia una seconda forma di protesta nel caso in cui l’eventuale blocco dello Stretto non dovesse sortire effetti: “Siamo pronti a cambiare la bandiera delle nostre imbarcazioni, cancellando le aziende dai registri delle imprese e navale italiani per iscriverci a quelli maltesi o tunisini. Nel paese nordafricano, ad esempio, un litro di gasolio costa tra i venti e i trenta centesimi. Il nostro comparto è in ginocchio – conclude -, chiediamo che il governo aiuti la marineria italiana”.
(Foto di repertorio)




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