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Caso Scurati, lo scrittore risponde alla presidente Meloni: “Il mio monologo cancellato per motivi editoriali”

Attraverso una lettera pubblicata da Repubblica, lo scrittore ha risposto alla presidente del Consiglio

Pubblicato:21-04-2024 13:28
Ultimo aggiornamento:25-04-2024 12:36

scurati risponde a Meloni
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ROMA – Non si placano le polemiche sulla cancellazione del monologo di Antonio Scurati dalla trasmissione Che sarà di Serena Bortone. Dopo l’intervento sui social, della premier Giorgia Meloni, a rispondere è stato lo scrittore, attraverso una lettera pubblicata sul sito di Repubblica.

“Gentile Presidente,
leggo sue affermazioni che mi riguardano. Lei stessa riconosce di non sapere ‘quale sia la verità’ sulla cancellazione del mio intervento in Rai. Ebbene, la informo che quanto lei incautamente afferma, pur ignorando per sua stessa ammissione la verità, è falso sia per ciò che concerne il compenso sia per quel che riguarda l’entità dell’impegno. Non credo di meritare questa ulteriore aggressione diffamatoria. Io non ho polemizzato con nessuno, né prima né dopo. Sono stato trascinato per i capelli in questa vicenda. Io ho solo accolto l’invito di un programma della televisione pubblica a scrivere un monologo a un prezzo consensualmente pattuito con la stessa azienda dall’agenzia che mi rappresenta e perfettamente in linea con quello degli scrittori che mi hanno preceduto”. Scurati poi, spiega le motivazioni della cancellazione del suo monologo: “La decisione di cancellare il mio intervento è evidentemente dovuta a “motivazioni editoriali”, come dichiarato esplicitamente in un documento aziendale ora pubblico. Il mio pensiero su fascismo e postfascismo, ben radicato nei fatti, doveva essere silenziato. Continua a esserlo ora che si sposta il discorso sulla questione evidentemente pretestuosa del compenso. Pur di riuscire a confondere le acque, e a nascondere la vera questione sollevata dal mio testo, un capo di Governo, usando tutto il suo straripante potere, non esita ad attaccare personalmente e duramente con dichiarazioni denigratorie un privato cittadino e scrittore suo connazionale tradotto e letto in tutto il mondo”, ha concluso lo scrittore.


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