Colombia, l’attivista campesina sfida il presidente: “Provi a vivere come noi per due settimane”

Duque Colombia
Olga Chivatá invita il presidente Duque a provare a guadagnarsi il pane quotidiano senza ricorrere ai propri risparmi o alle carte di credito
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Di Brando Ricci

ROMA – Provare a vivere come contadini due settimane, guadagnandosi il pane quotidiano senza poter ricorrere né a carte di credito né ad alcun tipo di risparmio: è la sfida lanciata al presidente colombiano Ivan Duque e al ministro dell’Economia Alberto Carrasquilla dall’attivista “campesina” Olga Chivatá. Il singolare esperimento proposto da Chivatá, che è nativa del dipartimento settentrionale di Boyaca, non lontano dalla capitale Bogotà, e dirigente di diverse organizzazione di rappresentanza del mondo agrario e rurale, è arrivata a pochi giorni dall’inizio del dibattito presso Camera e Senato della nuova riforma fiscale proposta dal governo. Il provvedimento, denominato “Ley de Solidaridad Sostenible” vuole ampliare la base dei contribuenti e aumentare la tassazione sui redditi più alti ma è stata criticata in quanto porterebbe a un aumento dei prezzi dei servizi di base e colpirebbe anche la fasce più deboli della popolazione.

“GOVERNO CI SOTTOPONE A SCHIAVITÙ FINANZIARIA”

Chivatá, in una lettera inviata ai due dirigenti dell’esecutivo, già rilanciata oltre mille volte su Twitter, ha accusato il governo di sottoporre i cittadini a una sostanziale “schiavitù finanziaria” e sottolineato di temere che “da un giorno all’altro inizierete a farci pagare anche per respirare o per dormire”. Sulla base di queste valutazioni, l’attivista ha proposto a Duque e a Carrasquilla due settimane di convivenza fra i campi prima lavorando attivamente e poi cercando di trovare i soldi necessari per i servizi di base. La seconda parte dell’esperimento sarebbe costituita invece da uno scambio: “Invitatemi a conoscere le finanze del Paese e a vivere un mese la vostra vita – ha scritto Chivatá – per meglio osservare l’abisso che ci separa”. L’attivista ha anche invitato i due dirigenti a donare un mese del loro stipendio a 40 famiglie contadine.

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