FOTO | Bologna sfoggia i ‘suoi’ partigiani: dodici ritratti sulle porte monumentali della città

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Per celebrare il 76esimo anniversario della Liberazione, l'Anpi ha ideato un omaggio diffuso: gigantografie di partigiani bolognesi con il nome di battaglia, una nota biografica e uno dei primi dodici articoli della Costituzione
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BOLOGNA – Dodici grandi tele con i ritratti di sei partigiane e di sei partigiani bolognesi affisse sulle porte monumentali della città, con accanto solo il nome di battaglia e uno dei primi 12 articoli della Costituzione per “l’evidente e chiarissimo filo che lega la loro lotta con la Costituzione nata dalla Resistenza, frutto dei progetti, dei sogni e dell’elaborazione politica dei giovani e delle ragazze che decisero di combattere il nazifascismo”. È l’iniziativa di Anpi per celebrare il 76esimo anniversario della Liberazione di Bologna, da quando cioè il 21 aprile 1945 entravano in città le armate polacche, americane e partigiane. Un omaggio ‘diffuso’, come era già stato l’anno scorso con l’esibizione delle bandiere delle brigate partigiane appese a Palazzo d’Accursio, per far fronte all’impossibilità di cortei fisici con le restrizioni anti-Covid.

Le 12 gigantografie dipinte da Antonella Cinelli da oggi campeggiano sulle porte monumentali della città che circondano il centro storico, ciascuna accompagnata dal nome di battaglia, da una nota biografica e da uno dei primi dodici articoli della Costituzione. L’auspicio è che gli sguardi “fieri e luminosi dei nostri cari partigiani e partigiane, accompagnati dai primi dodici articoli della Costituzione, possano rappresentare un ideale passaggio di testimone“, spiega la presidente di Anpi Bologna Anna Cocchi. “È come se ci dicessero: noi siamo arrivati fin qui, adesso tocca a voi. Noi abbiamo contribuito a pensarla e a scriverla, adesso tocca a voi portarne a compimento la piena attuazione”.

E dunque a porta Sant’Isaia ecco il volto di Francesco “Checco” Berti Arnoaldi Veli, avvocato, articolo 1 della Costituzione. A porta Saragozza Virginia “Gina” Manaresi, casalinga, articolo 2. A porta San Mamolo Giovanni “Condor” Pulini, tassista e fondatore Cotabo, articolo 3. A porta Castiglione Germana Masi, commessa, articolo 4. A porta Santo Stefano Sergio “Fra’ Diavolo” Lipparini, sindacalista, articolo 5. A porta Maggiore Flora Monti, commerciante in latticini, articolo 6. A porta San Vitale, Ermenegildo “Arno” Bugni, ambulante e sindacalista, articolo 7. A porta San Donato Isora Tartari, ricamatrice, articolo 8. A porta Mascarella Dino Zanobetti, docente universitario, articolo 9. A porta Galliera Maria Annunziata “Lina” Tolomelli, responsabile amministrativa coop Edilfornaciali, articolo 10. A porta Lame Renato “Italiano” Romagnoli, impiegato ufficio imposte e attivista politico, articolo 11. Infine a porta San Felice Gabriella “Bulgnaisa” Zocca, impiegata Atc e dirigente Udi, articolo 12.

Ritratti che “ci raccontano molto di più dei volti dei protagonisti: sono le loro storie, la loro vita, i loro ricordi, le vittorie e le sconfitte”, spiega Anpi in una nota, che in questo modo intende “ringraziarli ed emozionarci abbracciandoli idealmente“.

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