Battaglia sul coprifuoco, Salvini minaccia di non votare il decreto. Fonti governo: “Spostamento improbabile”

matteo salvini
Fonti di maggioranza interpellate dalla Dire: "Sarebbe un cedimento molto grave"
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Di Antonio Bravetti e Alfonso Raimo

ROMA – “Io chiederei l’estensione dell’orario per uscire la sera e di riaprire alcune attività economiche: non sono richieste di Salvini ma di tutte le regioni italiane, di qualsiasi colore politico. Mi auguro che già prima del Cdm si arrivi a una soluzione di buonsenso”. Così Matteo Salvini, durante un’iniziativa di Confedilizia.

Il segretario della Lega dice di aver scritto a Draghi e ora “spero che vengano accolte queste richieste, perché votare qualcosa che va contro l’utilità comune e il buonsenso non mi va– attacca- non me l’ha prescritto il dottore di votare per forza qualcosa di cui non sono convinto. Io sono leale al governo e mi fido assolutamente di Mario Draghi, penso sia la persona giusta al posto giusto, noi siamo qui per aiutare qualche resistenza. Siamo al governo per riequilibrare un certo squilibrio da un punto di vista dell’assistenzialismo, del centralismo, dello statalismo”.

Chiediamo più coraggio perché gli italiani se lo meritano. Occorre tornare alla normalità, anche perché i dati sanitari sono in netto miglioramento”, conclude Salvini.

LEGGI ANCHE: Le regioni chiedono il coprifuoco alle 23, ma Speranza conferma le 22

FONTI GOVERNO E DI MAGGIORANZA: IMPROBABILE SPOSTARE COPRIFUOCO

Nessuna restrizione della durata del coprifuoco. Fonti parlamentari e di governo, interpellate dall’agenzia Dire, escludono che si possano estendere le riaperture fino alle 23, limitando di fatto il coprifuoco che inizierebbe alle 23, e non alle 22, durando fino alle 5 del mattino.

La richiesta arriva dalle regioni e dalla Lega. “Sarebbe un cedimento molto grave”, riferiscono fonti parlamentari collocate nell’area di centrosinistra della maggioranza.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

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