Spazio, la Namibia aiuterà a svelare il mistero dei buchi neri

Avanza il progetto del telescopio africano a onde millimetriche che potrebbe svelare uno dei più grandi misteri della scienza. Forse nel 2024
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ROMA – Svelare il segreto di buchi neri, e con loro delle origini dell’universo, è una delle grandi sfide della scienza. Ora un aiuto per affrontarla potrebbe venire da un telescopio africano. È l’opinione di Eli Kasai, esperto di astronomia ottica dell’Università di Windhoek, capitale della Namibia, che sta lavorando a un progetto per portare a sud del Sahara il primo telescopio astronomico a onde millimetriche.

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SUL MONTE NAMIBIANO PER SVELARE L’ORIGINE DELL’UNIVERSO

Il sofisticato apparecchio, chiamato Africa Millimetre Telescope (Amt), troverebbe nei cieli tersi e nelle montagne del Paese dell’Africa australe un alleato importante nella ricerca dei buchi neri. Questi corpi celesti sono difficili da individuare perché si formano quando una stella collassa su se stessa, generando una spinta gravitazionale così forte che neanche la luce può resistergli.

Il progetto, rilanciato dall’emittente americana Cnn, andrebbe a far parte della rete globale di telescopi astronomici Event Horizon Telescope (Eht), utilizzata dal 2006 per la ricerca dei buchi neri. Il telescopio, alto circa 15 metri, sarebbe posizionato a 2.300 metri d’altitudine sul monte Gamsberg, non molto distante dalla capitale.

L’Amt dovrebbe entrare in funzione nel 2024, e costare intorno ai 20 milioni di dollari. Per adesso è stato raccolto un quarto dei fondi necessari. Oltre all’Università della Namibia, stanno partecipando, tra le altre, la University of Radboud dei Paesi Bassi e lo European Southern Observatory.

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21 Aprile 2020
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