Coronavirus, al via la campagna ‘Compra lucano!’

Finanziata con fondi del Psr Basilicata 2014-2020, ha l'obiettivo di dare un sostegno alle filiere agricole lucane e al mondo rurale
Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on email
Share on print

POTENZA – La Basilicata rurale nel carrello della spesa. È il messaggio che il dipartimento politiche agricole e forestali della Regione Basilicata lancia con la campagna ‘Compra lucano! Mangi sano e dai una mano’. Finanziata con fondi del Psr Basilicata 2014-2020, ha l’obiettivo di dare un sostegno alle filiere agricole lucane e al mondo rurale, aumentandone la competitività ed esaltando i luoghi incontaminati da cui derivano. “La filiera agricola e agroalimentare – ha spiegato l’assessore regionale alle Politiche agricole e forestali, Francesco Fanelli – è tra i pochi settori produttivi ad aver garantito, in questa emergenza epidemiologica, l’approvvigionamento del cibo. La campagna promozionale nasce dall’esigenza di dare una mano concreta – ha aggiunto Fanelli – invitando a comprare prodotti dell’agroalimentare lucano sostenendo il reddito delle nostre aziende, in una sorta di economia solidale. Oltretutto, abbiamo la garanzia di mangiare prodotti sani, certificati e simbolo dell’identità dei nostri territori”. L’iniziativa potrà contare sulla collaborazione delle organizzazioni professionali agricole, dell’associazione regionale allevatori, oltre che sul contributo degli amministratori comunali. Saranno coinvolte l’Alsia, le organizzazioni dei commercianti, il mondo cooperativo e alcuni ordini professionali. “Il mio invito – termina Fanelli – va a tutti i cittadini ad acquistare con il cuore prodotti made in Basilicata con la garanzia di portare sulle tavole alimenti genuini e di qualita’, aiutando al contempo le imprese agricole e zootecniche del nostro territorio”.

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on email
Share on print

Leggi anche:

21 Aprile 2020
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»