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Coronavirus, lo psicologo: “La perdita dei nonni può causare crisi d’identità”

ROMA – Come dicono gli antichi la nonna e’ mamma due volte, cosi’ come il nonno e’ papa’ due volte. “Noi non siamo figli solo dei nostri genitori, ma anche dei nostri avi, dei nonni dei nostri nonni. Un’interruzione brusca della catena intergenerazionale, a causa di eventi catastrofici come epidemie o guerre, puo’ provocare anche crisi di identita’ profonda nell’ultima generazione della catena”. Una riflessione dura quella di Ivan Battista, psicoterapeuta del profondo e saggista. 

nonni sono i depositari di una saggezza acquisita sul vivere– sottolinea Battista- e la scuola dell’esperienza e’ quella piu’ impegnativa. Oscar Wilde dice che l’esperienza e’ una maestra severissima perche’ prima ti esamina e poi ti spiega la lezione. Ecco che l’apporto dell’esperienza vissuta dai nonni, sperimentata sulla loro pelle, e’ un tesoro inestimabile e non trasmissibile da nessun corso virtuale o di insegnamento di didattica a distanza”. 

La perdita dell’esperienza dei nonni “non potra’ essere gestita- avvisa lo psicologo- per questo motivo dovremo cercare di ridurre al massimo la perdita della generazione de nostri cari anziani, il danno umano altrimenti non e’ recuperabile”. 

Secondo Battista, inoltre, non serve essere economisti per intuire il danno che provochera’ al livello di Welfare. “La societa’ italiana e’ sempre stata basata sull’aiuto dei nonni nei confronti dei genitori con figli. I nonni hanno rappresentato la possibilita’ di avere una babysitter a costi zero, un contributo economico con le pensioni, un punto fermo a cui rivolgersi anche a livello psicologico- aggiunge Battista- aiuta sempre l’abbraccio di un nonno nei momenti di angoscia, la sua calma frutto dell’esperienza. Non e’ un caso che in Italia, nella nostra cultura, c’e’ l’usanza di donare ai nipoti il nome dei nonni. I latini dicevano ‘Nomen omen’, perche’ nel nome si racchiude spesso il destino dell’essere umano”. 

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21 Aprile 2020
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