Coronavirus, Bevilacqua: “Il dl lascia fuori tutta la media impresa”

Nunzio Bevilacqua, avvocato d'impresa ed esperto economico, legge l'ultimo decreto del governo come un buon punto di partenza ma zoppo
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ROMA – “E’ vero che l’esigenza primaria e’ quella della salute, e’ l’emergenza sanitaria, pero’ e’ necessaria una contemporaneo azione prodromica a livello economico per creare quei presupposti che consentano poi la ripartenza delle operazioni economiche gravemente menomate”. Nunzio Bevilacqua, avvocato d’impresa ed esperto economico, legge l’ultimo decreto del governo come un buon punto di partenza ma zoppo.

In una intervista all’agenzia Dire, Bevilacqua osserva: “E’ una manovra che in quanto a volume e potenza di fuoco poteva essere poderosa in tempi ordinari, un’ottima manovra, ma non in tempi straordinari come questi perche’ lascia fuori tantissime categorie produttive, soprattutto tutta quella media impresa che e’ l’ossatura del nostro Paese. E il tema piu’ importante piu’ delle partite Iva. Tutti punti da correggere”.

Anche l’aiuto dall’Europa non e’ sufficiente. “La liquidita’ che compra la Banca centrale servira’ per evitare le presumibili azioni speculative. Potra’ salvare la borsa, ma non andra’ a dare alcun aiuto diretto al mercato interno. Ci troveremo a salvare l’economia finanziaria bruciando l’economia reale”.

Quindi, cosa fare? “In primis il pagamento di tutti i debiti della Pubblica amministrazione nei confronti delle imprese e dei privati, questo creerebbe un volano semplificando gli eventuali contenziosi. Poi utilizzare i cantieri aperti per creare infrastrutture e utilizzare fondi che ancora non sono stati spesi. Infine le partite Iva, intervenendo sulle casse professionali creando dei contributi figurativi ed evitando ai professionisti degli ordini di versare dei contributi che saranno pagati figurativamente dallo Stato. Tutte cose in cui lo Stato non mette direttamente mano al portafogli, non sono interventi a pioggia, devono essere interventi mirati”.

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21 Marzo 2020
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