BOLOGNA – Il ministro della Giustizia, Carlo Nordio spiega di non avere niente di cui pentirsi per i toni aspri della discussione sul referendum sulla riforma della giustizia. “Pentito no, perché io non li ho mai inaspriti, a suo tempo mi sono limitato a citare quello che avevano detto altri”, risponde ai cronisti a margine dell’evento “Non c’è sicurezza senza giustizia” organizzato da Fratelli d’Italia a Bologna.
“Nel complesso delle polemiche che sono state accese da varie parti, abbiamo condiviso e ringraziato il presidente Mattarella perché con il suo intervento speriamo, e siamo certi anzi, che i toni saranno ricondotti nell’ambito fisiologico della dialettica dei contenuti”, aggiunge il Guardasigilli.
Dunque, prosegue “parleremo del contenuto di questa riforma sperando che non ci diano degli eversori, anticostituzionalisti, piduisti, mafiosi o altro, ma semplicemente che si possano analizzare gli elementi di un codice di una riforma costituzionale che si inserisce nel percorso iniziato 40 anni fa da un eroe della Resistenza che era Giuliano Vassalli”, ribadisce.
Sempre sulle polemiche tra il fronte del ‘sì’ e quello del ‘no’, “vedo che c’è stata una accelerazione polemica nelle settimane precedenti che ha rischiato di sfociare in una sorta di rissa. Il presidente Mattarella si è rivolto a entrambi, dicendo ‘riportate la discussione nell’ambito contenutistico e cercate di non alzare i toni’. È, diciamo, un’esortazione che io ho detto subito avrei accolto”, ha detto dal palco.
“L’OPPOSIZIONE CERCA CRISI GOVERNO SUL REFERENDUM, MA È VANA SPERANZA”
Le opposizioni cercano di utilizzare il referendum per mettere in discussione il Governo, è l’accusa lanciata dal ministro della Giustizia, Carlo Nordio. “L’Italia ha uno standing internazionale di stabilità che i nostri avversari politici non hanno mai avuto e che ci invidiano. Cercano, evidentemente, di minare questa stabilità con tutti i mezzi, compreso quello di pensare, o di far pensare, che un’eventuale loro vittoria del ‘no’ potrebbe essere risolutiva”, sostiene il ministro. “Credo che questa serie di contumelie e banalità che ci sono state rivolte, dal fatto che saremmo dei piduisti che vogliono realizzare il progetto dei Liccio Gelli o che addirittura siamo amici dei camorristi, dipendono dal fatto che l’opposizione non ha delle argomentazioni razionali da opporre a quella che è la riforma”, sostiene Nordio.
“C’è purtroppo questa vana speranza che, nella denegata ipotesi che vincesse il ‘no’, allora il governo entrerebbe in crisi e così il Parlamento e la legislatura”, prosegue Nordio. “A parte il fatto che io sono, non convinto, ma arcisicuro che vincerà il sì, ma, come è stato detto varie volte, questo non avrebbe nessuna conseguenza per il governo”, conclude.
REFERENDUM. NORDIO: SFIDO SOSTENITORI ‘NO’ A CONFRONTO, MA LORO RIFIUTANO
“Noi cerchiamo il confronto, loro l’hanno rifiutato con me, l’Anm ha rifiutato il confronto con me. L’ha rifiutato anche il presidente del comitato del no, perché non hanno argomenti. Ecco, io li sfido veramente, quando vogliono parlare con me direttamente di argomenti che siano connessi al contenuto della riforma senza polemiche sterili, senza alzare i toni, seguendo l’indirizzo che ha indicato il presidente Mattarella”. “Noi non abbiamo slogan, abbiamo semplicemente la possibilità, come ho cercato di fare oggi, di spiegare quali sono i contenuti di questa riforma ai quali, peraltro, chi si oppone non riesce a rispondere in modo razionale, ma risponde attraverso gli slogan. Slogan che non hanno nessun fondamento logico”, contesta Nordio. “Dicono che vogliamo mettere la magistratura sotto l’esecutivo, che è esattamente il contrario di quello che dice la riforma, che vogliamo addirittura umiliare la magistratura”, spiega il ministro, ricordando di essere stato lui stesso un magistrato per 40 anni. “Sono tutti slogan, noi cerchiamo il confronto”, conclude.







