Governo, Casini: “Un gruppo in Senato con gli ex M5s? Non esiste”

E su Draghi: "Credo abbia detto una piccola bugia quando ha detto di essere emozionato, probabilmente ha voluto fare una concessione di cortesia alla platea"
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ROMA – Pier Ferdinando Casini smentisce che ci sia in ballo un suo sostegno agli ex M5s per consentirgli di formare un nuovo gruppo parlamentare. “È una questione che non esiste, puramente regolamentare- dice intervistato da ‘Il Messaggero’-. Sono distante anni luce dal tema ne’ intendo avvicinarmene. Rispetto il loro travaglio, ma non è un mio problema”.

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Perché? “Questi ribelli 5s sono gli stessi che volevano mettere sotto accusa Draghi quando io ero alla Commissione banche. Che ora siano a disagio a votarlo li capisco, ma non mi riguarda. Tra i cinquestelle hanno fatto bene Grillo e Di Maio, che hanno dato una prova di realismo brutale. Il M5s non può riprendere la strada del partito rivoluzionario come se nulla fosse successo negli ultimi 5 anni. Hanno governato con Salvini, il PD e appoggiano Draghi. Lei capisce che i propositi rivoluzionari con questa esperienza sono un pochino ridicoli“.

Casini è uscito da pochi giorni dallo Spallanzani dopo il contagio da Covid. “Dopo 8 giorni sono uscito, sono contento. Quando si entra in questo tunnel- racconta- la cosa migliore è uscirne presto. Mi sento ancora un po’ stanco, ma pare normale per questo tipo di decorso“.

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A differenza di altre volte Pier Ferdinando Casini ha visto dall’esterno la nascita del nuovo governo. Che settimana è stata? “Tutto sommato a parte il comprensibile psicodramma complessivo dei cinquestelle- risponde a ‘Il Messagero’- è stata una settimana in cui la politica ha dato una bella immagine di sé. Anche il dibattito parlamentare tra tutti i partiti, compresi coloro che hanno votato contro come Fratelli d’Italia, è stato sempre costruttivo. Mi pare che l’appello del Capo dello Stato abbia funzionato. Ora si vedranno i fatti, ma se il buongiorno si vede dal mattino, direi che abbiamo iniziato bene”.

E il premier Draghi? Come l’ha visto? “Draghi l’ho visto Draghi. È un uomo essenziale che non ha delle ritualità particolari, che riduce al minimo la comunicazione. E già questo è un indizio importante, anche non comunicare è una scelta. Non l’ho visto impacciato. Uno che è stato presidente della Bce o che ha guidato Bankitalia non è che si impressiona per presentarsi in Parlamento. Credo abbia detto una piccola bugia quando ha detto di essere emozionato, probabilmente ha voluto fare una concessione di cortesia alla platea. L’ho visto come un uomo solido che sa il fatto suo”.

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