Ex Ilva, Melucci a Conte: “Taranto è stremata”

Il sindaco di Taranto Rinaldo Melucci denuncia la stanchezza di attendere "col fiato sospeso risorse per le bonifiche e per il rilancio economico"
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BARI – “La città è stremata: diciamo stop ai tentativi con ArcelorMittal. Si cambino radicalmente le condizioni oppure si lavori tutti insieme per chiudere l’Ilva”. È quanto chiede il sindaco di Taranto Rinaldo Melucci che denuncia la stanchezza di attendere “col fiato sospeso risorse per le bonifiche e per il rilancio economico”.

“Nessuno slancio sincero per Taranto, ormai non c’è più nemmeno un briciolo di pudore e capita che ArcelorMittal metta gli uffici legali a ferro e fuoco per ostacolare la richiesta di riesame dell’Aia avanzata dalle istituzioni della Repubblica Italiana.

Sembra evidente – continua il primo cittadino – che non vogliano concedere alcun margine ai dati sulla valutazione del danno sanitario. Ci chiediamo quale sia il vero volto di ArcelorMittal”.

Da qui l’appello di Melucci al premier Giuseppe Conte. “L’Italia può avere l’acciaio in altre maniere e – sostiene il sindaco – accettiamo una volta per tutte il fatto che non sarà ArcelorMittal a salvare e riconvertire l’Ilva di Taranto. Sia il nostro avvocato. L’Italia – conclude – saprà riorganizzarsi come sempre e saprà prendersi cura in maniera intelligente dei lavoratori”.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

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