Iran oggi al voto. Invalidate oltre la metà delle candidature

ROMA – Oggi in Iran si tengono le elezioni legislative. Un appuntamento che segue mesi di tensioni interne e internazionali, culminate nell’assassinio da parte americana del generale Qassem Soleimani in Iraq, che rischiano di condizionare non solo l’esito del voto ma la stessa affluenza ai seggi.

A mettere a rischio la partecipazione, due circostanze: da un lato, il fatto che non siano state accolte oltre la meta’ delle candidature presentate, ben 7.150. Tra queste, la maggior parte fanno riferimento a partiti riformisti e conservatori, che compongono la coalizione vicina al presidente Hassan Rouhani. A stabilirlo e’ stato il Consiglio dei Guardiani della Costituzione, incaricato dello svolgimento delle procedure elettorali. L’organismo ha motivato i tanti rifiuti con l’assenza dei requisiti richiesti per legge.

Ma come lamentano ora i partiti, in molte regioni la coalizione non sara’ rappresentata. I partiti hanno inoltre deciso di correre separatamente, e non in coalizione, per i 30 seggi di Teheran.

Ad alimentare il rischio di un assenteismo diffuso e’ anche il crescente malcontento. In Iran gli Stati Uniti hanno imposto nuove sanzioni, compromettendo un’economia gia’ fragile in cui il carovita e la disoccupazione colpiscono larghe porzioni della popolazione. A novembre e gennaio si sono registrate manifestazioni di protesta, seguite anche all’abbattimento accidentale di un aereo civile seguito a un attacco americano in Iraq contro un commando di militari iraniani.

Da piu’ piazze sono state invocate riforme economiche, fino alle dimissioni del presidente Hassan Rouhani e della Guida suprema, Ali Khamenei.

“Per la prima volta, la campagna per boicottare le elezioni ha un sostegno a livello nazionale” ha dichiarato a ‘The media Line’ il presidente dell’Iran Human Rights, Mahmood Amiry-Moghaddam.

“Credo che le ultime proteste – ha proseguito – siano un buon indicatore del fatto che gli iraniani non vedono piu’ alcuna differenza tra l’ala dei cosiddetti riformisti e la fazione piu’ vicina al regime”.

Intervistato dai media internazionali, il portavoce del Consiglio dei Guardiani della Costituzione, Abbas Ali Kadkhodaie, ha assicurato che un’affluenza inferiore al 50 per cento non compromettera’ la legittimita’ del scrutinio.

Rouhani ha invece fatto appello alla popolazione, esortando gli elettori a non cedere “alle pressioni degli Stati Uniti”.

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21 Febbraio 2020
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