Tornelli, a Bologna il Cua ri-invade il Rettorato. E Senato accademico discute 5 ore senza decidere/FT e VD

In mattinata, il rettore Ubertini ha relazionato in Senato sui danni (tanti) riportati dalla biblioteca di via Zamboni 36. La discussione riprende nel pomeriggio
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BOLOGNA – Sono entrati in Rettorato (portandosi nuovamente banchi e sedie per studiare) e hanno intenzione di rimanere lì ad aspettare la fine del Senato accademico che deve esprimersi sui tornelli. Gli studenti dell’Alma Mater di Bologna riuniti sotto la sigla ‘Quelli del 36’ (in buona sostanza il Cua) sono da questa mattina nell’atrio del Rettorato dell’Università di Bologna, in via Zamboni 33, dove, come la settimana scorsa, hanno piazzato tre tavoli con le panche hanno deciso di ‘fare pressione’ in questo modo sul rettore Francesco Ubertini. La richiesta è sempre la stessa: la biblioteca di Discipline umanistiche di via Zamboni 36 “deve riaprire subito, senza tornelli e senza la presenza delle Forze dell’ordine in zona”.

In testa al corteo che ha raggiunto il Rettorato, gli studenti hanno piazzato tre cartelli che ritraggono il rettore, il questore Ignazio Coccia, e il sindaco Virginio Merola come le tre scimmiette che non vedono, non sentono e non parlano. In questo momento i ragazzi stanno ancora montando i tavoli, dopo aver ‘respinto’, poco fa, gli agenti della Digos che presidiavano l’ingresso del Rettorato. Intendono continuare a studiare al 33 di via Zamboni “finché non sapremo per certo che il 36 riaprirà senza tornelli”. Se Ubertini, dicono, “vorrà ascoltare le nostre istanze, bene, ma a condizione che faccia allontanare la Polizia dalla zona universitaria, e riporti la discussione nell’ambito accademico”. In ogni caso, qualunque novità esca dal Senato accademico di oggi, i ragazzi assicurano che “ogni eventuale iniziativa di protesta sarà decisa nel corso dell’assemblea in programma domani sera al 38 di via Zamboni”.


di Andrea Mari, giornalista professionista


IN SENATO 5 ORE DI CONFRONTO SUI TORNELLI, SI RICOMINCIA NEL POMERIGGIO

Il rettore Ubertini

Dopo un confronto durato quasi cinque ore, il Senato accademico dell’Alma Mater di Bologna chiude la discussione senza al momento “nessuna decisione operativa” sulla biblioteca di Discipline umanistiche in via Zamboni 36. È quanto filtra al termine della mattinata in Rettorato, dove anche l’anticamera è blindata per l’occasione. I senatori lasciano Palazzo Poggi per la pausa pranzo, dopo aver parlato tutta la mattina della vicenda tornelli. La seduta riprenderà nel primo pomeriggio. “Parla il rettore”, ripetono come un mantra. A quanto si apprende, in Senato Francesco Ubertini avrebbe fatto una lunga lista dei danni subiti dalla biblioteca in occasione degli scontri tra il Cua e le Forze dell’ordine e avrebbe spiegato che la struttura resterà chiusa finché non sarà tutto riparato (ma per ora non si sa in che tempi).

Nel frattempo, l’Ateneo dovrebbe provare a riaprire il dialogo “nei limiti del possibile” con studenti e collettivi. Il Senato accademico però non si è espresso formalmente, neanche con una mozione di condanna per le violenze. Il rettore, spiegano alcuni senatori, ha fatto una semplice comunicazione e non c’era nessun documento da mettere al voto. Escono arrabbiati i rappresentanti dei lavoratori, Antonella Zago e Domenico Chirico. “Tenere chiusa la biblioteca rischia di istigare i collettivi a riprendersi il posto- criticano i due esponenti del sindacato di base- il rettore riapra al più presto la biblioteca, tolga i tornelli e rilanci il progetto con un dialogo vero con gli studenti”.

di Andrea Sangermano, giornalista professionista

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