L’addio a Macaluso: dallo zolfo alle stelle, luce non si spegne

macaluso funerali foto cgil
Provenzano: "Combatteremo più forte anche per lui". Alle esequie di fronte alla sede Cgil, ex Pci, Pd e sindacalisti
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ROMA – La sinistra saluta Emuanuele Macaluso: l’ex Pci, la Cgil, esponenti del governo e delle istituzioni si danno appuntamento davanti alla sede nazionale del sindacato, in corso d’Italia, dove in tanti hanno voluto salutare il dirigente politico, sindacale e giornalista. Il ministro per il Sud, Giuseppe Provenzano, in un lungo e sentito intervento, interrotto più volte dalla commozione, lo ricorda così: “Era come andare a prendere l’acqua al pozzo. Lo capii quando tirò fuori quel proverbio cinese, che vale per la politica non meno che per la vita di ogni giorno: ‘Chi prende l’acqua da un pozzo, non dovrebbe dimenticare chi l’ha scavato'”.

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Emanuele Macaluso, sottolinea il rappresentante del governo, “non dimenticava nulla, non dimenticava mai. Non si può dimenticare. Ma per chi l’ha conosciuto il problema non è questo. Il problema è come andare ancora al pozzo, ancora all’acqua”. Poi l’ultimo contatto: “Lunedì mi ha chiamato ancora, per un ultimo, straziante saluto. Nella notte, se ne è andato. Da solo, come tanti. Non doveva morire così. Nessuno dovrebbe morire così. Ci consola sapere che è stato lui, fino in fondo. Un combattente”.

Provenzano pensa quindi al domani: “Ora sarà più difficile. Dovremo continuare in ciò che è giusto, tener fede al suo volere. Combattendo, parlando più forte. Anche per lui. Per me è stato come un padre, in una Patria sempre più povera di padri. Ma non si resta orfani di padri come lui. Noi non siamo orfani. Una storia così- sono le conclusione del ministro che fanno commuovere tanti- dallo zolfo alle stelle, è una storia che non muore. Si spegne il faro. Resta la scintilla. Per quel poco o tanto di lume, che ha fatto o che farà, in questa vita, la luce è sua”.

A salutare Em.Ma, come si firmava Macaluso, ci sono diversi esponenti dell’ex Pci come D’Alema, Fassino, Bersani, il quartier generale della Cgil compresi gli ex segretari generali Camusso ed Epifani, i ministri Gualtieri e Amendola, il presidente della Camera Roberto Fico e la vicepresidente del Senato Anna Rossomando, i vertici del Pd con Nicola Zingaretti e Andrea Orlando, ma anche rappresentanti di ‘altri mondi’ come Pierferdinando Casini e Luca Cordero di Montezemolo.


Il segretario della Cgil Maurizio Landini, che interviene dopo Aldo Tortorella e Marcelle Padovani, spiega che “lo salutiamo qui per tante ragioni, per il legame profondo con la Cgil dove è stato chiamato a 20 anni in Sicilia da Di Vittorio. Il tratto importante della sua militanza sindacale e politica è che qualsiasi cosa ci si appresi a fare bisogna partire dalla questione sociale e non bisogna perdere mai l’umiltà di capire le cose. Per far rinascere il Paese bisogna superare le disuguaglianze territoriali e sociali, redistribuendo la ricchiezza e i poteri, solo così di può cambiare il modello di sviluppo”, conclude Landini.

(Foto Cgil)

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