La vespa samurai protagonista della lotta alla cimice asiatica in Emilia-Romagna

vespa samurai
In regione sono stati liberati 66.000 esemplari del piccolo insetto portato dall'Oriente, con la speranza di 'parassitizzare' le uova delle cimici e limitarne i danni
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BOLOGNA – Comincia a mettere radici in Emilia-Romagna la vespa samurai, il piccolo insetto portato dall’Oriente per combattere la cimice asiatica. La prima campagna sperimentale è partita nel giugno scorso, con il lancio in un’azienda di Campogalliano nel modenese dei primi 110 esemplari di vespa samurai (100 femmine e 10 maschi). Nel complesso, finora sono stati liberati nell’ambiente circa 66.000 di questi insettini, con 300 lanci in altrettanti corridoi ecologici come siepi, aree verdi e boschetti dove la cimice depone le sue uova. Secondo i primi studi scientifici realizzati in questi mesi, riferisce la Regione, dopo i lanci la vespa samurai è stata trovata praticamente in tutto il territorio regionale con percentuali variabili da zona a zona e un indice di parassitizzazione delle uova di cimice fino al 5,6%. Questo significa che l’insetto è stato ritrovato in cinque uova di cimice ogni 100 controllate. Se alla vespa samurai si aggiungono gli altri parassiti autoctoni della cimice, come l’anastatus (una specie di piccola formica alata), “le percentuali complessive di parassitizzazione riscontrate sono state anche del 35%”.

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Il monitoraggio ha inoltre confermato che la vespa samurai non ha avuto, almeno per il momento, un impatto dannoso sull’ambiente locale ed è innocua per l’uomo. Le indagini fatte dai tecnici in Emilia-Romagna, infatti, hanno ritrovato il parassita solo nelle uova di cimice asiatica e non in quelle di altre specie, “a conferma di una elevata specificità della vespa samurai, che è perfettamente in grado di riconoscere le ovature di cimice asiatica”. Insomma, i primi riscontri della sperimentazione sarebbero “promettenti”. E ora la Regione spera di poter avere dal ministero dell’Ambiente il via libera per continuare. Nelle celle frigorifere del Servizio fitosanitario dell’Emilia-Romagna sono ad oggi circa 70.000 gli esemplari di cimice stoccati, in attesa di essere utilizzate nei laboratori regionali per la moltiplicazione della vespa samurai. “Sarebbe certamente utile proseguire nel 2021 e anche nei prossimi anni con il programma di lanci della vespa- afferma l’assessore regionale all’Agricoltura, Alessio Mammi- con l’infittimento e l’estensione della maglia regionale dei siti di lancio. Pertanto, auspichiamo il via libera dal ministero dell’Ambiente alla prosecuzione anche per quest’anno del progetto, il più grande programma di lotta biologica mai attuato in Italia. Noi siamo pronti a ripartire con un piano che prevede almeno un centinaio di nuovi siti di lancio della vespa samurai nelle zone non coperte dalla campagna 2020″.

Finora, aggiunge Mammi, è stato ottenuto “un risultato molto importante, in quanto l’obiettivo del primo anno di lotta biologica alla cimice era proprio quello di permettere alla vespa samurai di insediarsi nel territorio regionale il più velocemente possibile, in modo da avviare quel processo di riequilibrio ecologico che dovrebbe dare respiro alla nostra frutticoltura”, conclude l’assessore.

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